Stop strage dei pulcini maschi, nuova protesta di Animal Equality per chiedere l’attuazione della legge

Stop strage dei pulcini maschi, nuova protesta di Animal Equality per chiedere l’attuazione della legge (foto Pixabay)

Prosegue la campagna di Animal Equality contro l’abbattimento dei pulcini maschi. L’organizzazione internazionale è entrata nuovamente in azione Roma, in Piazza della Repubblica, davanti all’ingresso di Agricoltura È, l’iniziativa del Ministero dell’Agricoltura per il Made in Italy, chiedendo al governo di intervenire con la pubblicazione dei provvedimenti necessari ad applicare il divieto di abbattimento dei pulcini maschi, come stabilito dalla legge del 2022.

Pulcini maschi, la campagna di Animal Equality

Durante la protesta di lunedì 24 marzo, gli attivisti di Animal Equality hanno mostrato confezioni di uova e piume finte sporche di sangue artificiale come simbolo delle brutali pratiche che ancora oggi vengono compiute sugli animali nell’industria delle uova. Tra queste, l’uccisione per triturazione dei pulcini maschi, che ogni anno in Italia condanna oltre 30 milioni di pulcini a essere abbattuti appena nati perché considerati come scarti dall’industria zootecnica.

Il messaggio rivolto ai ministri è stato il seguente: “Ora tutta Italia aspetta una vostra mossa”. Come detto, gli animalisti hanno protestato contro la mancata pubblicazione dei provvedimenti, prevista entro il 7 aprile 2024, per dare applicazione alla legge 4 agosto 2022, n.127, che istituisce il divieto di uccisione dei pulcini maschi per triturazione in Italia entro la fine del 2026.

“Oggi l’Italia continua di fatto a condannare a morte certa milioni di pulcini maschi a causa dell’inazione del governo – dichiara Ombretta Alessandrini, responsabile delle campagne di Animal Equality Italia. – La domanda che facciamo al ministro Lollobrigida è: questo è il Made in Italy che vuole promuovere? La strage rischia di continuare anche oltre il 2026, ma un intervento del governo può porre fine a questa ingiustizia sistematica, che provoca la morte di individui appena nati perché considerati dall’industria alimentare come semplici scarti di produzione. Applicando concretamente la legge il governo può dimostrare che non la pensa allo stesso modo”.

Animal Equality ricorda che, nel tempo, si sono susseguite diverse interrogazioni con cui vari parlamentari hanno chiesto al governo come intende attuare il divieto previsto dalla legge, con particolare riferimento alle questioni legate all’etichettatura delle uova, alla ricollocazione dei pulcini, alle tecnologie di ovo sessaggio e all’adattamento degli incubatoi richiesti dalla norma.

L’ultima interrogazione presentata in ordine di tempo è quella dell’Onorevole Eleonora Evi, che ha dichiarato: “Nell’epoca della produzione alimentare industriale intensiva e insostenibile, la vita di un essere vivente non ha alcun valore se non ha una funzione precisa nella macchina infernale di produzione e quindi questi animali possono essere uccisi. Questa strage continua anche oggi, nel 2025, nonostante ben tre anni fa sia stata votata una legge per fermare questo orrore, perché mancano i decreti attuativi”.

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