Allergie stagionali, gli esperti del Bambino Gesù presentano un vademecum su prevenzione e cura

Allergie stagionali, gli esperti del Bambino Gesù presentano un vademecum su prevenzione e cura (foto Pixabay)

Con l’arrivo della primavera, aumentano i casi di allergie stagionali nei bambini, causate principalmente dai pollini e dalle punture di insetti. L’Ospedale Bambino Gesù diffonde, quindi, un vademecum su prevenzione e cura con i consigli degli esperti.

“Le allergie primaverili possono influire significativamente sulla qualità della vita dei bambini, causando sintomi respiratori e cutanei che, se non trattati, possono peggiorare”, spiega il professor Alessandro Giovanni Fiocchi, responsabile di allergologia del Bambino Gesù.

In particolare i pollini, invisibili a occhio nudo, si diffondono nell’aria durante il periodo di impollinazione e possono provocare rinite, congiuntivite e asma. Le punture di api, vespe e calabroni, invece, possono scatenare reazioni allergiche, talvolta gravi. Lo scorso anno sono stati quasi 500 gli accessi al pronto soccorso dell’Ospedale per punture di insetti.

Ecco, quindi, i consigli degli esperti del Bambino Gesù per affrontare queste allergie, dai test diagnostici alle cure disponibili, fino alle misure di prevenzione più efficaci per proteggere i più piccoli.

Allergie stagionali, pollini: sintomi e prevenzione

In termini di effetti sulla popolazione, le allergie stagionali ai pollini si posizionano ai primi posti come malattie croniche. “La diagnosi di allergia ai pollini si basa principalmente sulla storia clinica del bambino e sulle prove allergologiche, come il prick test”, aggiunge il professor Fiocchi.

Ogni pianta – spiegano gli esperti – ha un periodo specifico di impollinazione, influenzato dal clima e dalla regione. A Roma, ad esempio, le graminacee liberano i pollini tra marzo e luglio, mentre la parietaria ha picchi tra metà febbraio e marzo e poi tra ottobre e novembre. Poiché la temperatura ambientale influisce sui periodi di pollinazione, l’aumento delle temperature degli ultimi anni ha incrementato l’esposizione ai pollini.

La rinite allergica – spiegano  ancora gli esperti – è il tipo di allergia che colpisce il maggior numero di persone. In Italia, si stima che ogni anno circa 9 milioni di persone si ammalino di allergie respiratorie derivanti dalla presenza di pollini nell’aria, di cui 4 milioni devono ricorrere alle cure.

Si tratta di un’infiammazione della mucosa del naso che causa la comparsa di una serie di sintomi, come salve di starnuti (starnuti che si succedono in modo ravvicinato), rinorrea (naso che “gocciola”), ostruzione (naso “chiuso”) o prurito nasale. Gli antistaminici sono i farmaci più importanti per la cura della rinite allergica, in quanto permettono di ridurre il numero degli starnuti, il prurito e le secrezioni nasali.

 

Allergie aeree (fonte: Ospedale Bambino Gesù)

 

L’asma, invece, è una malattia infiammatoria cronica dei bronchi provocata dal broncospasmo, ossia dal rapido restringimento dei bronchi. In queste condizioni – spiegano gli esperti – si ha difficoltà a respirare, con l’emissione di caratteristici suoni respiratori (rantoli o fischi) e accessi di tosse secca, stizzosa. Nei casi più seri può verificarsi anche dispnea, cioè la cosiddetta “fame d’aria”.

Tutti i pazienti con asma persistente meritano una terapia di fondo (cioè a lungo termine), con farmaci antinfiammatori, come i cortisonici inalatori, che possono essere associati a broncodilatatori a lunga durata d’azione (i cosiddetti broncodilatatori “long-acting”), sempre da inalare, che agiscono più a lungo dei broncodilatatori “classici”. Infine, se l’asma si manifesta principalmente in seguito a sforzi fisici, normalmente ci si affida ai farmaci antileucotrienici.

Gli esperti parlano poi della congiuntivite allergica, che si può manifestare con almeno 4 diversi tipi di malattia allergica oculare: la congiuntivite allergica propriamente detta, quella cioè legata a sensibilizzazione allergica; la cheratocongiuntivite primaverile; la cheratocongiuntivite atopica (associata a dermatite atopica di una certa gravità); la congiuntivite papillare gigante, legata all’uso di lenti a contatto o protesi oculari.

Tutti gli antistaminici per bocca hanno una qualche efficacia nella congiuntivite allergica. Per trattarla possono essere utilizzati anche degli appositi colliri, che sono di tre tipi: stabilizzatori della membrana mastocitaria, il cui uso va iniziato alcune settimane prima dell’inizio della stagione; antistaminici, che hanno principalmente la funzione di bloccare la sostanza che scatena l’allergia; cortisonici, che hanno principalmente la funzione di spegnere l’infiammazione.

Allergia al veleno degli insetti

I mesi estivi e quelli autunnali sono i periodi dell’anno più rischiosi per quanto riguarda le punture di insetti con pungiglioni: vespe (compresa quella orientale, sempre più diffusa in Italia), calabroni, bombi e api. A causa del veleno di insetti, ogni anno in Italia muoiono da 5 a 20 persone (tra adulti e bambini). Lo scorso anno sono stati quasi 483 gli accessi al pronto soccorso dell’Ospedale per punture di insetti, portando il totale a 1.261 negli ultimi 3 anni.

“È importante riuscire a distinguere una reazione normale da una reazione allergica – avvertono gli esperti del Bambino Gesù”.

 

Come affrontare le punture di insetti (fonte: Ospedale Bambino Gesù)
Come affrontare le punture di insetti (fonte: Ospedale Bambino Gesù)

 

Diversi insetti con pungiglione quando pungono iniettano sostanze nocive che provocano bruciore, rossore, dolore e prurito. Si tratta di reazioni del tutto normali se localizzate nella sede della puntura e se limitate nell’estensione, nella gravità e nella durata. Si parla invece di allergia al veleno degli insetti quando la reazione locale è troppo estesa, grave e duratura. Il rigonfiamento raggiunge un picco massimo entro le 48 ore e può durare fino a 7-10 giorni. A volte si presentano anche febbre (lieve rialzo della temperatura corporea), spossatezza e nausea.

“In caso di reazione allergica grave, la somministrazione tempestiva di adrenalina è la terapia salvavita – sottolinea il professor Fiocchi –. È importante che i bambini a rischio abbiano sempre con sé l’adrenalina autoiniettabile e che i genitori siano adeguatamente istruiti sul suo utilizzo”.

La prevenzione è importante. Per ridurre il rischio di punture – gli esperti raccomandano di far indossare al bambino pantaloni lunghi e maniche lunghe durante le passeggiate o le gite, soprattutto nelle prime ore della mattina o al tramonto, e di evitare saponi, shampoo e deodoranti profumati poiché attirano gli insetti. In occasione di gite o passeggiate, gli esperti consigliano di applicare alle parti non coperte un repellente per insetti, i più efficaci contengono il 50% di dietiltoluamide. Quando si mangia all’aperto, è opportuno tenere coperti cibi e bevande, soprattutto se dolci. Quando si viaggia, è meglio tenere chiusi i finestrini dell’auto.

In caso di puntura occorre rimuovere immediatamente il pungiglione, applicare impacchi freddi e, se necessario, ricorrere a una visita specialistica dall’allergologo. Presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è attivo anche il Centro Antiveleni a cui rivolgersi per le emergenze. Il centro è raggiungibile telefonicamente 24 ore su 24 al numero 06 6859 3726.

Allergie stagionali, l’immunoterapia desensibilizzante

Il Bambino Gesù dedica un focus all’immunoterapia desensibilizzante, nota anche come “vaccino anti-allergico”: “l’unica terapia – spiegano gli esperti – in grado di ridurre il rischio di reazioni gravi alle punture di insetti e all’esposizione ai pollini. Consiste nella somministrazione controllata di dosi crescenti dell’allergene, per un periodo di 3-5 anni, ed è indicata nei bambini con allergie particolarmente severe”.

In particolare, le malattie per cui è documentato un beneficio dell’immunoterapia specifica comprendono la rinite e la congiuntivite allergica, l’asma allergico e l’ipersensibilità al veleno di imenotteri.

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