Strutture per anziani, Nas: 87 operatori senza vaccinazione anti Covid

Anziani soli e in difficoltà

Su 337 strutture per anziani ispezionate dai Nas dal 2 al 6 aprile, tra residenze assistenziali assistite (R.S.A.), case di riposo, comunità alloggio e case famiglia, 56 hanno presentato delle irregolarità.

16 le sanzioni penali contestate e 50 quelle amministrative, principalmente connesse con carenze igieniche e strutturali, presenza di un numero superiore di anziani rispetto alla capienza massima autorizzata, spesso collocati in ambienti eccessivamente ristretti, nonché inosservanza delle misure anti-COVID, come la mancata sanificazione periodica e la formazione del personale in materia di prevenzione alla diffusione del contagio.

Inoltre sono state accertate situazioni di minore assistenza delle persone ospitate, riconducibili a un numero insufficiente di operatori per turno di servizio, peraltro privi di qualifica professionale rispetto alle mansioni richieste.

Oltre alle sanzioni è stata disposta, a causa di gravi violazioni, l’immediata chiusura di 4 strutture ricettive, risultate attivate e condotte abusivamente o gravemente deficitarie in materia sanitaria e prive di garanzie per la sicurezza degli ospiti, determinando l’immediato trasferimento degli anziani presenti presso le famiglie di origine o altre strutture idonee presenti nel territorio.

Il caso dei Nas di Campobasso

Tra i casi più significativi, i Nas riportano quelli relativi alle strutture per anziani ubicate nella provincia di Campobasso ed Isernia. Sono stati segnalati all’Autorità Sanitaria e Amministrativa 4 legali responsabili di altrettante strutture ricettive per anziani, per aver ospitato anziani in numero superiore a quello autorizzato, peraltro in condizioni di carenze organizzative-assistenziali (numero insufficiente di operatori sanitari, farmaci non conservati correttamente).

In una circostanza gli esiti hanno richiesto l’emissione di un provvedimento di chiusura di una casa di riposo ed il trasferimento di 14 anziani ospiti.

 

Strutture per anziani Nas

 

Strutture per anziani, i casi di Udine e Salerno

I Nas di Udine hanno segnalato all’Autorità Sanitaria il titolare di una residenza per anziani, per le carenze riscontrate nell’applicazione dei protocolli sul contenimento della diffusione del covid-19. In particolare, non era stata definita la zona per la gestione delle “positività”, né il percorso di gestione del materiale sporco\pulito.

Tra le irregolarità più gravi, anche quelle rilevate dai Nas di Pescara, che hanno segnalato all’Autorità Sanitaria e Amministrativa l’amministratore di una società gerente un centro residenziale per anziani, con sede nella provincia pescarese, per aver mantenuto l’attività ricettiva in presenza di carenze strutturali ed organizzative.

In particolare, i locali destinati alla preparazione e somministrazione degli alimenti erano interessati da muffe ed umidità sulle pareti, suppellettili non facilmente lavabili, mancanza di apposito spogliatoio dedicato al personale di cucina. È stata rilevata anche l’omessa attuazione delle misure di contenimento per la diffusione del covid-19, quali la mancanza di protocolli per la pulizia e la disinfezione degli ambienti, dell’individuazione di percorsi per assicurare il distanziamento interpersonale e di segnaletica per il percorso sporco/pulito.

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