Sviluppo umano, il mondo va indietro (fonte foto: pixabay)

Sviluppo umano, il mondo va indietro. L’indice di sviluppo umano diminuisce per la prima volta in oltre trent’anni, torna ai livelli di quasi sei anni fa e questo “immenso declino” riguarda oltre il 90% dei paesi del mondo. Le crisi molteplici che si susseguono, a partire dalla pandemia di Covid per continuare con la guerra in Ucraina e gli choc climatici, e in cui le comunità sono intrappolate stanno bloccando qualunque progresso e nove paesi su dieci stanno tornando indietro nello sviluppo umano.

Sviluppo umano, il mondo torna indietro

Uncertain Times, Unsettled Lives: Shaping our Future in a Transforming World” (Tempi incerti, vite instabili: plasmare il nostro futuro in un mondo in trasformazione) è il titolo dello Human Development Report 2021/2022 diffuso oggi dal Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (Undp).

Il dossier sostiene che strati di incertezza si accumulano e interagiscono per sconvolgere la vita in modi senza precedenti. Gli ultimi due anni hanno avuto un impatto devastante per miliardi di persone in tutto il mondo, con le crisi del Covid-19 e ora la guerra in Ucraina, i cambiamenti economici e sociali, la crisi climatica. «Senza un brusco cambio di rotta, potremmo andare verso ancora più privazioni e ingiustizie» avverte il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP).

«Per la prima volta nei 32 anni in cui l’UNDP lo ha calcolato, l’indice di sviluppo umano, che misura la salute, l’istruzione e il tenore di vita di una nazione, è diminuito a livello globale per due anni consecutivi. Lo sviluppo umano è tornato ai livelli del 2016, invertendo gran parte dei progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile», dice il dossier.

 

 

 

Inversione di rotta nello sviluppo umano

L’inversione di rotta è quasi universale. Oltre il 90% dei paesi registra un calo nell’indice di sviluppo umano nel 2020 o nel 2021, mentre oltre il 40% segna un calo in tutti e due anni. La crisi si sta aggravando, dunque.

Alcuni paesi si stanno rimettendo in piedi, prosegue lo studio, ma «la ripresa è disomogenea e parziale» e questo aumenta ulteriormente le disuguaglianze nello sviluppo umano. L’America Latina, i Caraibi, l’Africa subsahariana e l’Asia meridionale sono i paesi più colpiti.

Cosa fare?

Con l’aumento del costo della vita e le crisi energetiche si è tentati di abbracciare soluzioni rapide, come il ritorno alle fonti fossili, ma questi interventi immediati stanno ritardando cambiamenti sistemici a lungo termine che invece servono.

Spiega Achim Steiner, amministratore dell’UNDP: «Siamo collettivamente paralizzati nell’apportare questi cambiamenti. In un mondo caratterizzato dall’incertezza, abbiamo bisogno di un rinnovato senso di solidarietà globale per affrontare le nostre sfide comuni e interconnesse».

«Anche prima che COVID-19 colpisse, stavamo assistendo ai due paradossi del progresso insieme a insicurezza e polarizzazione. Oggi, con un terzo delle persone in tutto il mondo che si sente stressato e meno di un terzo delle persone in tutto il mondo che si fida degli altri, ci troviamo di fronte a grossi ostacoli all’adozione di politiche che funzionino per le persone e per il pianeta – afferma Achim Steiner – Questa nuova stimolante analisi mira ad aiutarci a rompere questa impasse e tracciare un nuovo corso fuori dalla nostra attuale incertezza globale. Abbiamo una finestra ristretta per riavviare i nostri sistemi e garantire un futuro basato su azioni decisive per il clima e nuove opportunità per tutti».

Cosa fare? Il dossier raccomanda di attuare politiche incentrate sugli investimenti, dalle energie rinnovabili alla preparazione alle pandemie, e sulla protezione sociale, per preparare le società agli alti e bassi di un mondo incerto. Anche l’innovazione nelle sue molteplici forme – tecnologica, economica, culturale – può creare capacità per rispondere alle sfide.

Bisogna poi «guardare oltre il miglioramento della ricchezza o della salute delle persone – dice Pedro Conceição dell’UNDP, autore principale del rapporto – Questi rimangono importanti. Ma dobbiamo anche proteggere il pianeta e fornire alle persone gli strumenti di cui hanno bisogno per sentirsi più sicuri, ritrovare un senso di controllo sulle proprie vite e avere speranza per il futuro».


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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