Transizione verso sistemi cage-free, animalisti: la politica può fare molto per ridurre le sofferenze degli animali

Transizione verso sistemi cage-free, animalisti: la politica può fare molto per ridurre le sofferenze degli animali (foto Pixabay)

Transizione verso sistemi cage-free, animalisti: la politica può fare molto per ridurre le sofferenze degli animali

Le associazioni della coalizione End the Cage Age si sono confrontate con i rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione nel corso di una conferenza al Senato: numerose le prese di posizione per un accompagnamento delle aziende italiane verso sistemi cage-free per tutte le specie

Basta animali in gabbia! L’opinione pubblica italiana sostiene con convinzione l’abbandono del sistema di allevamento in gabbia: il 91% degli italiani, infatti, si è detto contrario alle gabbie, secondo un sondaggio Eurobarometro del 2023, e l’85% degli elettori di tutti i partiti che chiede maggiori tutele per gli animali, secondo i dati raccolti da YouTrend nel 2024.

Anche la comunità scientifica si è espressa sull’incompatibilità delle gabbie con il benessere animale. In recenti pareri scientifici, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha raccomandato l’abbandono dell’uso di questo sistema di allevamento per galline ovaiole, scrofe impiegate nella riproduzione, quaglie e anatre, evidenziando come tali sistemi non siano in grado di garantire condizioni adeguate a tutelare il benessere di queste specie.

Questi i temi al centro della conferenza promossa dalla coalizione End the Cage Age, che si è tenuta al Senato il 10 giugno, alla quale hanno partecipato rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione, che si sono impegnati nella battaglia contro le gabbie negli allevamenti.

End The Cage Age, verso sistemi cage-free per tutte le specie

Gli interventi delle associazioni promotrici dell’evento – Animal Equality Italia, Animal Law Italia, CIWF Italia, ENPA, Essere Animali, Humane World for Animals Italia, LAV, Legambiente e LNDC Animal Protection – membri della coalizione italiana End the Cage Age, hanno illustrato come la politica possa fare molto per ridurre le sofferenze degli animali nel settore zootecnico e garantire standard di tutela più elevati, rispondendo anche alle richieste dei cittadini.

Inoltre, come detto, dagli interventi è emersa l’esistenza di un ampio consenso sulla necessità di eliminare progressivamente l’uso delle gabbie dagli allevamenti italiani ed europei; una nuova consapevolezza che si è diffusa fra consumatori e consumatrici, che chiedono “etichette chiare per tutti i prodotti e un bollino cage-free che possa indirizzare le scelte dei consumatori in modo trasparente, e di cui sono coscienti anche alcune delle più grandi aziende del settore alimentare”: lo ha riportato Annamaria Pisapia, direttrice di CIWF Italia, che ha presentato alcuni casi studio italiani che vedono protagoniste realtà come Barilla, Ferrero e Fumagalli, che hanno già adottato politiche cage-free.

“Molte importanti realtà aziendali hanno già dimostrato la fattibilità di un’alternativa alle gabbie, milioni di persone lo chiedono a gran voce e la comunità scientifica lo conferma puntualmente: è tempo di relegare le gabbie impiegate negli allevamenti ai libri di storia – hanno commentato le organizzazioni animaliste. – Se la Commissione europea presenterà nel 2026 la proposta di eliminazione graduale dell’uso delle gabbie negli allevamenti, l’impegno dei politici presenti sarà fondamentale per costruire un futuro migliore per i milioni di animali che ancora soffrono in gabbia in Italia ogni anno. L’Italia può e deve sostenere l’eliminazione progressiva delle gabbie, appoggiando la proposta della Commissione UE e istituendo anche un fondo di sostegno per la transizione al cage-free.”

Le associazioni animaliste hanno ricordato che “nel 2021, in risposta all’Iniziativa dei cittadini europei End the Cage Age, che aveva raccolto con successo oltre 1,4 milioni di firme certificate attraverso l’impegno di oltre 170 associazioni europee, la Commissione UE aveva assunto un chiaro impegno formale a presentare entro la fine del 2023 una proposta legislativa per vietare l’uso delle gabbie negli allevamenti europei. L’esecutivo UE non ha ancora tenuto fede all’impegno preso, sebbene abbia di recente rinnovato l’intenzione a presentare proposte legislative entro il 2026“.

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