Tutela dei minori con disabilità, le azioni nel Piano per l'Infanzia e l'Adolescenza
Tutela dei minori con disabilità, le azioni nel Piano per l’Infanzia e l’Adolescenza
L’Avv. l’avv. Paolo Colombo, Garante delle persone con disabilità della Regione Campania, esprime soddisfazione per la maggiore presenza di azioni a tutela dei minori con disabilità nel nuovo Piano per l’Infanzia e l’Adolescenza
“Sono numerosi i riferimenti ai minori con disabilità nel 5° Piano nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, nonché gli “incroci” con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità”, lo afferma l’avv. Paolo Colombo, Garante delle persone con disabilità della Regione Campania.
Il Piano, adottato dall’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza il 21 maggio 2021, è stato approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri ed è ora in attesa di essere adottato tramite un Decreto del Presidente della Repubblica.
“Le misure previste – spiega l’Avv. Colombo – rispondono alle raccomandazioni che l’Italia ha ricevuto nel 2019 dal Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia, utilizzando l’Agenda ONU 2030 come orizzonte di riferimento e il percorso proposto dalla Commissione Europea con il cosiddetto “Child Guarantee” (sistema europeo di garanzia per i bambini vulnerabili), per assicurare un’attenzione ai bambini e agli adolescenti più vulnerabili”.
I minori con disabilità nel Piano per l’Infanzia e l’Adolescenza
In generale le azioni previste afferiscono sostanzialmente a tre diversi ambiti:
- L’educazione con misure sul sistema integrato 0-6 anni: sulla corresponsabilità tra scuola, studenti e famiglia, sulla promozione del benessere fisico e psicologico e per rinforzare gli organici dei servizi e aggiornare i percorsi di studio;
- L’equità che viene declinata con azioni per il contrasto alla povertà minorile, le opportunità educative per l’inclusione sociale, per i servizi di cura, tutela e protezione e misure di protezione anche dagli abusi e dai maltrattamenti;
- L’empowerment, con la previsione di azioni di sistema per favorire il protagonismo dei bambini e degli adolescenti, quelle per la costruzione di comunità educanti e per programmare e valutare le politiche pubbliche, oltre che la promozione della salute materno infantile.
“Tutte tematiche che – conclude l’Avv. Colombo – si connettono strettamente alla situazione di bambine, bambini e adolescenti con disabilità individuati per definizione come i più vulnerabili tra i vulnerabili”.

