Violenza digitale, UN Women: “Nessuna scusa”. Parte la campagna 16 giorni di attivismo
In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’attenzione si sposta sul digitale: abusi online, algoritmi che amplificano discriminazioni e la necessità di nuove responsabilità sociali e normative.
Dal 25 novembre al 10 dicembre, in concomitanza con la Giornata internazionale dei diritti umani, UN Women rilancia la campagna “Unite – 16 giorni di attivismo”, focalizzata quest’anno sulla violenza digitale. UN Women Italy aderisce tingendosi di arancione e riaffermando un messaggio chiaro: “Nessuna scusa” (#NoExcuse) per gli abusi che si consumano online, spesso sottovalutati ma in costante aumento.
Un fenomeno in crescita, amplificato dall’IA
Nell’Unione europea una donna su dieci è vittima di molestie online. Le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale hanno moltiplicato le possibilità di reiterare violenze già note – come minacce, diffusione non consensuale di contenuti, stalking – e di crearne di nuove, dai deepfake ai sistemi di profilazione abusiva.
Secondo UN Women Italy, il cambiamento culturale passa anche dagli uomini: riconoscere le responsabilità individuali, contrastare gli abusi e smontare le narrazioni tossiche è un passaggio indispensabile per costruire un ambiente digitale più equo e sicuro.
La violenza offline non arretra: femminicidi ancora stabili
Il quadro globale della violenza di genere resta drammatico. Nel 2024 i femminicidi nel mondo sono stati 50 mila: 137 ogni giorno, una vittima ogni dieci minuti. L’incidenza più alta è stimata in Africa, mentre l’Europa si colloca all’ultimo posto ma con numeri comunque significativi. Dati quasi identici a quelli del 2023, che confermano la persistenza strutturale del fenomeno.
La violenza digitale cresce più velocemente della capacità delle norme di intercettarla. Occorrono leggi aggiornate a un contesto in evoluzione, ma non basta: le vittime hanno bisogno di supporto immediato per contenere gli effetti delle aggressioni online.
Al tempo stesso, le piattaforme tecnologiche sono chiamate a uscire da una logica di autoregolamentazione debole: serve maggiore responsabilità nella moderazione dei contenuti, nella gestione dei dati e nella tutela degli utenti più vulnerabili.
Superare stereotipi e pregiudizi: la base di ogni cambiamento
Alla radice della violenza di genere — online e offline — restano pregiudizi e stereotipi radicati che contribuiscono a normalizzare discriminazioni e abusi. Combatterli significa lavorare su educazione digitale, rispetto reciproco e consapevolezza sociale.
I 16 giorni di attivismo puntano proprio a questo: trasformare il dibattito in azione concreta e sostenere un impegno collettivo per uno spazio digitale che sia davvero inclusivo e sicuro per tutte.

