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Federconsumatori denuncia "il grande bluff degli sconti" sull'energia (Foto Pixabay)

Gli sconti promessi sono già finiti. È finito il taglio di quel che restava delle accise sul gasolio e i prezzi questa mattina sono tornati a salire. Il “tetto” ai carburanti promesso dall’Eni è già saltato: era fissato a 2,19 euro al litro sul gasolio ma ora il diesel sta a 2,25 euro al litro. E la benzina è già passata da 1,99 a 2,05 euro al litro. Federconsumatori denuncia “l’amaro sapore di presa in giro”. Ma non è solo sul prezzo dei carburanti che continua la crisi per le famiglie.

Eni Plenitude, quanto è lo sconto? Federconsumatori: come prima

Nel mirino di Federconsumatori entra anche la nuova offerta sulle bollette di Eni Plenitude, lanciata appena una settimana fa e oggetto di analisi da parte delle associazioni dei consumatori (vedi anche Codici) sulla reale entità del risparmio prospettato.

Per Federconsumatori lo sconto del 30% sul costo della materia energia “si è rivelato un vero e proprio specchietto per le allodole”.

L’associazione spiega che, fino al lancio dell’iniziativa, “lo sconto Eni già presentava nel proprio pacchetto offerte una tariffa che, a fronte della sottoscrizione, prometteva uno sconto del 15% su una tariffa iniziale che, nel frattempo, è cresciuta in maniera esponenziale in appena una settimana (del 21,2% per la luce del +20,8% per il gas). In pratica, mentre decadeva lo sconto iniziale del 15%, la tariffa base aumentava del 21%, assottigliando notevolmente lo sconto pubblicizzato. Ad oggi, rispetto ai costi prospettati il 30 settembre sul sito della compagnia, in termini reali il risparmio per i cittadini è di circa il 16,7%. Questo lo sconto vero: sostanzialmente nulla è cambiato rispetto a prima”.

Federconsumatori chiede un’analisi anche all’Autorità per l’energia e all’Antitrust.

E sottolinea che invece “sono cambiate le adesioni alle offerte di Eni, sull’onda di questa grandissima campagna pubblicitaria gratuita di cui la compagnia ha beneficiato, con il benestare e con tanto di ringraziamenti da parte del Governo”.

La situazione è quella di politiche dell’energia demandate alle aziende, di sconti subito disattesi o vanificati, di cittadini due volte danneggiati perché “non esistono all’orizzonte misure reali in grado di arginare in caro energia e gli sconti prospettati come soluzione salvifica sono svaniti, pressoché azzerati in maniera repentina dai rialzi dei rispettivi listini”.

Tutelare il potere d’acquisto delle famiglie

Federconsumatori torna a chiede di tutelare il potere d’acquisto delle famiglie con un pacchetto di misure che comprende, fra le altre, nuove regole, controlli stringenti e sanzioni severe sui fenomeni speculativi lungo le filiere sui prezzi dei carburanti e dei generi di largo consumo; sconti sulle accise di almeno 20 centesimi sulla benzina e di almeno 30 sul diesel, per un periodo adeguato di tempo e l’ampliamento di quanti possono beneficiare dei bonus energia.

L’associazione chiede poi il disaccoppiamento del prezzo di gas ed energia, insieme alla riduzione strutturale degli oneri di sistema sulle bollette e allo scorporo delle accise sui carburanti dal calcolo dell’IVA, misure di sostegno ai redditi fissi, accelerazione sulla transizione ecologica ed energetica per ridurre la dipendenza dalle importazioni e dalle fonti fossili.

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