Intelligenza artificiale, arriva il Codice di condotta sull’etichettatura

0

Deepfake e testi generati o manipolati dall’intelligenza artificiale su questioni di interesse pubblico devono essere etichettati. La Commissione europea ha pubblicato il Codice di buone pratiche che integra la legge sull’AI

https://pixabay.com/it/illustrations/generato-dallintelligenza-artificiale-8626455/

Intelligenza artificiale, Codice di condotta sulla trasparenza dei contenuti generati dall'AI (Immagine generata dall'AI, Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/juliush-3921568/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=8626455">Julius H.</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=8626455">Pixabay</a>)

Deepfake e testi manipolati dall’intelligenza artificiale su questioni di pubblico interesse devono essere etichettati e riconoscibili. Gli utenti devono sapere se ciò che vedono o sentono è stato generato dall’intelligenza artificiale. È una esigenza di trasparenza, specialmente quando i contenuti investono il dibattito pubblico. Ed è alla base del Codice di condotta sulla marcatura e l’etichettatura dei contenuti generati dall’AI, pubblicato oggi dalla Commissione europea.

Il Codice è volontario, aperto ora alla firma, e stabilisce una serie di misure pratiche per aiutare i fornitori e gli operatori di sistemi di intelligenza artificiale generativa (AI) a rispettare gli obblighi di trasparenza della legge sull’intelligenza artificiale che si applicheranno a decorrere dal 2 agosto 2026.

Intelligenza artificiale ed etichettatura dei contenuti

Dal 2 agosto la legge sull’intelligenza artificiale richiederà un’etichettatura chiara in alcuni casi chiave.

I deepfake e i testi generati o manipolati dall’AI pubblicati su questioni di interesse pubblico dovranno essere chiaramente etichettati. Gli utenti dovranno essere informati quando interagiscono con un sistema di AI interattivo come un chatbot. I requisiti di trasparenza, spiega Bruxelles, aiutano a riconoscere quando i contenuti sono generati o modificati dall’AI e riducono il rischio di inganno e manipolazione.

“Gli europei hanno il diritto di sapere se ciò che vedono, sentono o leggono è stato realizzato o modificato dall’IA, soprattutto quando tali contenuti possono plasmare il dibattito pubblico – ha detto Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia – La trasparenza è il modo in cui proteggiamo la fiducia. Il presente codice di buone pratiche offre ai fornitori e agli operatori di AI un modo chiaro e pratico per etichettare i contenuti generati dall’AI e i deepfake in linea con le norme dell’AI Act che si applicheranno a decorrere dal 2 agosto. Li invito ad aderire al codice e a mostrare leadership nello sviluppo e nell’implementazione di un’AI responsabile e affidabile”.

Il Codice è stato elaborato da sei esperti indipendenti, con il contributo di oltre 180 portatori di interesse. La sezione sui provider si concentra sugli obblighi per i fornitori di sistemi di AI generativa e stabilisce come garantire che audio, immagini, video o testo generati o manipolati dall’AI siano contrassegnati in modo meccanicamente leggibile e possano essere riconosciuti come frutto di AI. La parte sui distributori spiega in che modo devono etichettare chiaramente i deepfake e i testi generati o manipolati dall’IA pubblicati per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico, nel caso in cui non vi sia stata nessuna revisione umana o controllo editoriale.

About The Author

What do you feel about this?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *