La BCE alza i tassi di interesse di 25 punti base

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Secondo l’Unione Nazionale Consumatori si tratta di una “decisione giusta e condivisibile, anche se dolorosa”

Tassi di interesse

Tassi di interesse (foto Pixabay)

La BCE ha deciso di innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento.

“Il conflitto in Medio Oriente – spiega in una nota – sta generando pressioni inflazionistiche e la decisione di aumentare i tassi è solida rispetto a una serie di scenari che delineano come lo shock potrebbe evolvere e incidere sulle prospettive di medio termine per l’area dell’euro”.

Quindi i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale saranno innalzati rispettivamente al 2,25%, al 2,40% e al 2,65%, con effetto dal 17 giugno 2026.

Rialzo tassi di interesse, UNC: scelta giusta e dolorosa

Per Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, si tratta di “una scelta giusta e condivisibile, anche se dolorosa”.

“Certo è una pessima notizia per chi ha un mutuo a tasso variabile, ma è ancora peggio la stangata che stanno avendo le famiglie per via dell’aumento del costo della vita. L’inflazione, come diceva Einaudi, è la più iniqua delle tasse e per questo deve restare il faro guida delle decisioni della Bce. Andava evitato l’errore di intervenire in ritardo come successo quando è scoppiata la guerra in Ucraina – prosegue Dona. – La guerra in Iran sta facendo decollare i prezzi, saliti del 2% in appena 3 mesi, da febbraio a maggio, pari a una stangata di 505 euro su base annua per una famiglia media“.

Secondo Dona “ora anche il Governo deve fare la sua parte”.

“Non basta la riduzione delle accise sui carburanti – afferma. – Deve ridurre le imposte sulle bollette della luce, altrimenti l’intervento della Bce sarà vanificato. Infatti, quella che stiamo subendo è un’inflazione importata, che deriva da problemi dal lato dell’offerta non della domanda, dovuta al caro beni energetici, e la via maestra per affrontare questa crisi non è la politica monetaria ma quella fiscale”.

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