Basta pellicce in Europa, nuova iniziativa dei cittadini
Basta pellicce in Europa, nuova iniziativa dei cittadini per una Ue “fur free”
La Commissione europea ha deciso di registrare la nuova iniziativa dei cittadini Fur Free Europe, Basta pellicce in Europa, che chiede di introdurre nella Ue il divieto di detenere e uccidere animali per farne pellicce
Basta pellicce in Europa. Fur Free Europe, questo il nome della nuova iniziativa dei cittadini europei sul divieto di pellicce nella Ue che è stata appena registrata (ieri), dalla Commissione europea. Gli organizzatori dell’iniziativa chiedono alla Commissione di introdurre in tutta la Ue il divieto di detenere e uccidere animali allo scopo di produrre pellicce. E chiedono il divieto di immettere tali pellicce e i prodotti che le contengono sul mercato europeo. L’iniziativa soddisfa le condizioni formali quindi è stata valutata come giuridicamente ammissibile.
Inizia dunque il percorso di Basta pellicce in Europa che dovrà ora raccogliere le firme necessarie per essere presa in considerazione da Bruxelles.
L’allevamento di animali per farne pelliccia è “intrinsecamente crudele”, spiegano gli organizzatori, ed è “ampiamente rifiutato” dai cittadini europei.
Basta pellicce, è “eticamente inaccettabile”
«L’allevamento e l’uccisione di animali esclusivamente ai fini della produzione di pellicce è eticamente inaccettabile – si legge nell’iniziativa per un’Europa senza pellicce – Numerosi focolai di SARS-CoV-2 negli allevamenti di visoni hanno evidenziato i rischi per la salute pubblica e veterinaria associati alla produzione di pellicce».
I cittadini europei invitano dunque la Commissione a vietare per legge in tutta la Ue la detenzione e l’uccisione di animali allo scopo di produrre pellicce e di vietare l’immissione sul mercato europeo di pellicce di animali d’allevamento e di prodotti contenenti tali pellicce.
Nell’iniziativa ricordano che ci sono paesi europei in cui il divieto di produzione già esiste ma questo «ha un impatto distorsivo sul mercato della fornitura di prodotti in pelliccia d’allevamento. Ciò favorisce i commercianti negli Stati membri in cui non esiste un divieto di produzione, a scapito di quei paesi dell’UE in cui sono già in vigore divieti definitivi».
Come funziona l’iniziativa dei cittadini europei
Come funziona l’iniziativa? A partire dalla data di registrazione, che è quella di ieri 16 marzo, gli organizzatori possono avviare la raccolta di firme. Se entro un anno l’iniziativa riesce a raccogliere un milione di dichiarazioni di sostegno in almeno sette Stati membri, la Commissione dovrà reagire e decidere se dare o meno seguito alla richiesta, giustificando la decisione.
L’iniziativa dei cittadini europei è uno strumento che vuole dare ai cittadini la capacità di influire sul programma di lavoro della Commissione. Per essere considerata ammissibile, l’azione proposta non può esulare manifestamente dalla competenza della Commissione di presentare una proposta di atto giuridico; non può essere manifestamente ingiuriosa, futile o vessatoria; non può essere manifestamente contraria ai valori dell’Unione.

Italia, divieto dal 1° gennaio
L’Italia alla fine di dicembre 2021 ha messo al bando gli allevamenti di visoni e animali da pelliccia a partire dal 1° gennaio 2022.
Un emendamento alla manovra di bilancio 2022 ha vietato infatti a partire da quest’anno l’allevamento, la riproduzione in cattività, la cattura e l’uccisione di visoni, volpi, cani procioni, cincillà e animali di qualsiasi specie per ricavarne pelliccia. Già altri paesi europei si sono mossi, alcuni da anni, per il divieto di allevamenti di animali per produrre pellicce, soprattutto per ragioni etiche e di benessere animale e, da ultimo, come misura anti-Covid per evitare ulteriore diffusione del coronavirus e nuove varianti.

