Consumo sostenibile, la Commissione pubblica i primi rapporti sugli impegni delle aziende (fonte foto: pixabay)

Cosa stanno facendo le aziende per il consumo sostenibile? A un anno dal suo lancio, la Commissione Europea ha pubblicato i primi rapporti sullo stato di avanzamento delle imprese che partecipano al Sustainable Consumption Pledge, l’Impegno per il consumo verde. Si tratta di un’iniziativa che incoraggia le aziende a impegnarsi volontariamente a sostenere il consumo sostenibile, al di là dei requisiti imposti dalla legge.

Diverse aziende, come Ceconomy, Colruyt Group, Décathlon, Engie, Erste Group, LEGO, L’Oréal, Phillips e Renewd hanno consegnato i loro rapporti per mostrare i progressi fatti negli impegni presi per un consumo sostenibile (qui tutti i dossier). Alcune delle pratiche introdotte comprendono l’aumento nell’uso di energia rinnovabile per la produzione di elettricità e la promozione della visibilità dei prodotti sostenibili.

Consumo sostenibile, i consumatori e le azioni delle aziende

Sostiene il commissario per la Giustizia, Didier Reynders: «L’anno scorso abbiamo invitato le aziende di tutte le dimensioni a unirsi ai nostri sforzi per aiutare i consumatori a fare scelte più ecologiche. Oggi sono felice di vedere i primi rapporti sullo stato di avanzamento: grazie a loro, i consumatori hanno maggiore trasparenza sulle azioni fatte dalle aziende per ridurre la loro impronta di carbonio e migliorare la sostenibilità dei prodotti. Invito più aziende ad aderire al nostro Impegno: è solo lavorando insieme che possiamo aumentare ulteriormente il consumo sostenibile in tutta l’UE».

Su queste basi, la Commissione invita dunque un numero maggiore di aziende a ridurre la propria impronta di carbonio, impegnandosi almeno in un altro aspetto del consumo sostenibile: la riduzione della propria impronta ambientale, il passaggio a un modello di business più circolare o il rispetto della sostenibilità sociale.

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L’impegno al consumo sostenibile

Sustainable Consumption Pledge si basa sulla collaborazione volontaria con le imprese per aumentare la sostenibilità della produzione e dei consumi. Con questa iniziativa, parte della nuova Agenda dei consumatori, la Commissione invita le aziende a impegnarsi su base volontaria a sostegno del consumo sostenibile, al di là di quanto richiesto dalla legge. Con la sua adesione l’azienda si impegna prima di tutto a identificare la propria impronta di carbonio e a ridurla fissando obiettivi che possono essere misurati e verificati nei prossimi anni.

Si impegna inoltre almeno in uno dei seguenti punti: identificare la propria impronta ambientale (che si riferisce ad altri indicatori ambientali, come l’impatto relativo all’acqua, all’aria, alle risorse, all’uso del suolo e alla tossicità) e a ridurla; aumentare la “circolarità” nelle proprie attività (ad esempio utilizzare più materiale riciclato o di provenienza sostenibile, generare meno rifiuti, ridurre il consumo di energia nei processi produttivi); rispettare la sostenibilità sociale lungo la filiera (ad esempio, descrivere i processi interni che garantiscono una produzione sostenibile, registrare i prodotti con etichette riconosciute).

La fase pilota del Pledge (“Green Consumption Pledge”) è stata avviata a gennaio 2021 e si è concentrato sull’identificazione e la riduzione delle emissioni di carbonio. L’iniziativa si è poi evoluta per focalizzare l’attenzione sull’identificazione e la riduzione dell’impronta di carbonio e per invitare le aziende a impegnarsi in altri aspetti della sostenibilità. Da qui il cambio di nome in “Sustainable Consumption Pledge”.

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