Sviluppo sostenibile, nasce il Gruppo Inter-Istituzionale fra organizzazioni civiche ed eurodeputati

Sviluppo sostenibile, nasce il Gruppo Inter-Istituzionale fra organizzazioni civiche ed eurodeputati

Consumo sostenibile, arriva l’impegno per il consumo verde della Commissione europea.

Il Green Consumption Pledge Initiative è una delle iniziative intraprese per permettere ai consumatori di compiere scelte più sostenibili e prevede il coinvolgimento delle aziende. Si bassa infatti sulla collaborazione volontaria con le imprese per aumentare la sostenibilità della produzione e del consumo. Come? Le imprese metteranno in evidenza, per esempio, l’impronta di carbonio dei loro prodotti. E si impegneranno ad aumentare la quota di prodotti o servizi sostenibili.

 

tutela ambientale

L’impegno per il consumo verde

La Commissione europea ha varato ieri il suo nuovo Impegno per un consumo verde, la prima iniziativa realizzata nell’ambito della nuova agenda dei consumatori e centrata sui prodotti non alimentari.

Le imprese firmatarie dell’accordo si sono impegnate nella transizione verde con una serie di impegni, messi a punto insieme dalla Commissione e dalle aziende stesse, che «mirano a intensificare – spiega la Commissione europea in una nota – il contributo delle imprese a una ripresa economica sostenibile e rafforzare la fiducia dei consumatori nelle prestazioni ambientali delle imprese e dei prodotti. Il gruppo Colruyt, Decathlon, il gruppo LEGO, L’Oréal e Renewd sono le prime imprese pioneristiche a partecipare a questo progetto pilota».

I risultati saranno valutati fra un anno.

I cinque impegni per un consumo verde e sostenibile

L’impegno per il consumo verde si basa a sua volta su cinque impegni fondamentali.

Le imprese dovranno migliorare il loro impatto ambientale e aiutare i consumatori a fare scelte sostenibili, attraverso misure concrete in almeno tre settori su cinque.

I cinque impegni di base sono quelli di calcolare l’impronta di carbonio dell’impresa, compresa la catena di approvvigionamento, e ridurla in linea con gli obiettivi ambientali dell’accordo di Parigi; calcolare l’impronta di carbonio di determinati prodotti di punta dell’impresa e ridurla; aumentare la quota dei prodotti e dei servizi sostenibili nelle vendite totali o in quelle del comparto aziendale scelto; assegnare una parte della spesa destinata alle relazioni pubbliche dell’impresa alla promozione di pratiche sostenibili.

Il quinto impegno è quello di assicurare che le informazioni sulle impronte di carbonio dell’azienda e dei prodotti fornite ai consumatori siano facilmente accessibili, precise e chiare, e mantenerle aggiornate nel caso di cambiamenti.

Scelte ecologiche e consapevoli

Si punta dunque al consumo sostenibile, attraverso l’impegno delle aziende e una maggiore consapevolezza dei consumatori.

Ha detto Didier Reynders, Commissario per la Giustizia: «L’autunno scorso, quando abbiamo pubblicato la nuova agenda dei consumatori, volevamo mettere i consumatori in condizione di compiere scelte ecologiche. Per operare scelte consapevoli, hanno bisogno di maggiore trasparenza in merito all’impronta di carbonio e alla sostenibilità delle imprese: è questo l’oggetto dell’iniziativa odierna (di ieri, ndr). Accolgo con particolare piacere l’adesione delle cinque imprese a questa iniziativa e plaudo al loro impegno a favore di un consumo sostenibile al di là di quanto richiesto dalla legge. Attendo con interesse di collaborare con molte altre imprese per promuovere ulteriormente il consumo sostenibile nell’UE».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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