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Più diritti per i consumatori attraverso le azioni collettive

I consumatori europei potranno difendere collettivamente i propri diritti. Il Parlamento europeo ha infatti approvato oggi, in via definitiva, una normativa che permetterà a gruppi di consumatori nell’Unione di intraprendere azioni collettive.

Il lancio delle azioni collettive potrà essere fatto da associazioni di consumatori selezionate. A tutela da abusi delle azioni legali, passa poi il principio del “chi perde paga”.

«Le nuove norme – spiega una nota del Parlamento europeo – introducono un modello armonizzato di azione rappresentativa che fornisce ai consumatori una protezione da danni collettivi e dal rischio di azioni legali abusive».

 

 

 

Le nuove norme sulle azioni collettive

I Paesi UE dovranno dunque instaurare almeno un meccanismo procedurale che consenta agli enti legittimati (quali associazioni dei consumatori o organismi pubblici) di intentare azioni rappresentative di natura inibitoria (cessazione o divieto) o risarcitoria (compensazione). L’obiettivo della normativa è migliorare il funzionamento del mercato interno ponendo fine a pratiche illegali e facilitando l’accesso alla giustizia per i consumatori.

La direttiva entrerà in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Gli Stati membri dispongono poi di 24 mesi per recepire la direttiva nel loro diritto nazionale, e di ulteriori 6 mesi per applicarla.

«Con questa nuova direttiva – ha detto relatore Geoffroy Didier (PPE, FR) – abbiamo trovato un equilibrio tra una maggiore protezione dei consumatori e la certezza giuridica di cui le imprese hanno bisogno. In un momento in cui l’Europa è messa a dura prova, l’UE ha dimostrato di essere in grado di fornire e di adattarsi a nuove realtà, di proteggere meglio i suoi cittadini e di offrire loro nuovi diritti concreti in risposta alla globalizzazione e ai suoi eccessi».

Azioni collettive e maggiori diritti per i consumatori

L’azione rappresentativa europea consentirà alle associazioni dei consumatori di rappresentare gruppi di consumatori e intentare azioni rappresentative.

Le azioni giudiziarie transfrontaliere dovranno rispettare gli stessi criteri in tutta Europa. Gli enti dovranno dare prova di un certo livello di stabilità e poter rispondere della propria attività pubblica, oltre a dimostrare l’assenza di scopo di lucro. Per quanto riguarda le azioni nazionali, dovranno rispettare i criteri previsti dalla normativa nazionale. Gli enti legittimati sono tenuti a mettere in atto procedure volte a scongiurare influenze esterne o l’insorgere di conflitti di interesse, in particolare se finanziati da terzi.

Le regole prevedono inoltre salvaguardie da azioni legali abusive grazie al principio “chi perde paga”, secondo cui la parte soccombente è tenuta a rimborsare alla parte vittoriosa le spese legali sostenute.

Sarà consentito, prosegue la nota del Parlamento europeo, intentare azioni collettive contro professionisti per presunte violazioni di leggi UE in numerosi settori, quali la protezione dei dati personali, i viaggi e il turismo, i servizi finanziari, l’energia e le telecomunicazioni.

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Redazione
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