Servizi digitali, Commissione europea: “TikTok e Meta violano gli obblighi di trasparenza” (Foto Pixabay)

TikTok e Meta violano i loro obblighi di trasparenza ai sensi della Legge sui servizi digitali (Digital Services Act). È la constatazione in via preliminare della Commissione europea, che contesta alle due piattaforme di aver violato l’obbligo di concedere ai ricercatori un accesso adeguato ai dati pubblici. La Commissione ha inoltre constatato in via preliminare che Meta, per quanto riguarda Instagram e Facebook, ha violato l’obbligo di fornire agli utenti semplici meccanismi per notificare i contenuti illegali e di consentire loro di contestare efficacemente le decisioni di moderazione dei contenuti.

Le piattaforme e i diritti degli utenti

Secondo Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, «Le nostre democrazie dipendono dalla fiducia. Ciò significa che le piattaforme devono responsabilizzare gli utenti, rispettare i loro diritti e aprire i loro sistemi al controllo. Il DSA rende questo un dovere, non una scelta».

«Stiamo facendo in modo che le piattaforme siano responsabili dei loro servizi, come garantito dal diritto dell’UE, nei confronti degli utenti e della società», ha aggiunto Virkkunen.

Facebook, Instagram e TikTok possono esaminare i documenti contenuti nei fascicoli di indagine della Commissione, rispondere per iscritto alle conclusioni preliminari e adottare misure per porre rimedio alle violazioni contestate. Se il parere della Commissione è confermato, rischiano un’ammenda fino al 6% del fatturato mondiale totale annuo.

L’accesso ai dati per i ricercatori

Una delle contestazioni riguarda l’accesso ai dati per i ricercatori. Secondo i risultati preliminarei della Commissione, “Facebook, Instagram e TikTok potrebbero aver messo in atto procedure e strumenti onerosi per i ricercatori per richiedere l’accesso ai dati pubblici – spiega Bruxelles in una nota dei giorni scorsi – Ciò spesso li lascia con dati parziali o inaffidabili, compromettendo la loro capacità di condurre ricerche, ad esempio se gli utenti, compresi i minori, sono esposti a contenuti illegali o dannosi. Consentire ai ricercatori di accedere ai dati delle piattaforme è un obbligo essenziale di trasparenza ai sensi della legge sui servizi digitali, in quanto fornisce un controllo pubblico sul potenziale impatto delle piattaforme sulla nostra salute fisica e mentale”.

“Notice and Action” per i contenuti illegali

L’altro riguarda la segnalazione da parte di Meta di potenziali contenuti illegali. Né Facebook né Instagram, spiega la Commissione, sembrano fornire un meccanismo di Notice and Action, avviso e azione, facile da usare e facilmente accessibile per permettere agli utenti di segnalare contenuti illegali, come materiale pedopornografico e contenuti terroristici.

I meccanismi che Meta attualmente applica sembrano imporre diversi passaggi inutili e richieste aggiuntive agli utenti. Inoltre, sia Facebook che Instagram sembrano utilizzare i cosiddetti ‘dark patterns’, o disegni di interfaccia ingannevoli, quando si tratta dei meccanismi di notifica e azione. I meccanismi di Meta per i contenuti illegali possono risultare inefficaci, contesta la Commissione.

La moderazione dei contenuti

Un’altra critica riguarda la possibilità per gli utenti di contestare efficacemente le decisioni di moderazione dei contenuti, diritto che la legge sui servizi digitali conferisce agli utenti quando le piattaforme rimuovono i loro contenuti o sospendono i loro account.

In questa fase, spiega Bruxelles, “i meccanismi di ricorso per decisione di Facebook e Instagram non sembrano consentire agli utenti di fornire spiegazioni o prove a sostegno dei loro ricorsi. Ciò rende difficile per gli utenti dell’UE spiegare ulteriormente perché non sono d’accordo con la decisione sui contenuti di Meta, limitando l’efficacia del meccanismo di ricorso”.

Le repliche delle piattaforme

Dopo il parere preliminare, Meta ha fatto sapere di non concordare con la violazione. “Abbiamo introdotto modifiche alle opzioni di segnalazione dei contenuti, ai processi di ricorso e agli strumenti di accesso ai dati da quando il Dsa è entrato in vigore. Siamo fiduciosi che queste soluzioni siano pienamente conformi a quanto richiesto dalla legge europea”. TikTok a sua volta ha fatto sapere che l’azienda “è impegnata a garantire la massima trasparenza per la propria community”. TikTok “riconosce il valore del contributo che i ricercatori apportano alla piattaforma e al settore nel suo complesso”, ha investito “in modo significativo nella condivisione dei dati e, a oggi, circa 1000 team di ricerca hanno potuto accedere ai dati attraverso i nostri strumenti dedicati”. (Fonte: Sky Tg 24)

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