Shein, Commissione europea: sconti falsi e vendite sotto pressione, deve rispettare le leggi a tutela dei consumatori (Foto Negative Space per Pexels)
Shein, Commissione contesta sconti falsi e vendite sotto pressione
Commissione europea e rete di autorità nazionali esortano la piattaforma Shein a rispettare le norme sulla tutela dei consumatori. Contestano al gigante dell’e-commerce vendite sotto pressione, sconti falsi, informazioni errate, dati di contatto nascosti
Shein deve fare un passo avanti e rispettare le regole dell’Ue sulla tutela dei consumatori. Al rivenditore online di moda, che conta oltre 45 milioni di utenti mensili in Europa, la Commissione europea, insieme alla rete di autorità nazionali a tutela dei consumatori, contesta una serie di pratiche che violano le regole europee, dai falsi sconti alla “pressione” sui consumatori perché concludano gli acquisti, dalle informazioni errate ai dati di contatto nascosti alle dichiarazioni di sostenibilità ingannevoli.
Oggi dunque, dopo un’indagine coordinata a livello europeo, la rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC) delle autorità nazionali e la Commissione europea hanno notificato al mercato online e al rivenditore online Shein una serie di pratiche sulla sua piattaforma che violano il diritto dell’Ue in materia di tutela dei consumatori. Shein dovrà rispettare la normativa europea sulla tutela dei consumatori. Ora avrà un mese per rispondere alle conclusioni della rete CPC e proporre impegni su come affrontare le questioni sollevate; se non risponde alle preoccupazione sollevate dalla rete CPC, le autorità nazionali potranno arrivare a decidere ammende basate sul fatturato annuo di Shein negli Stati membri dell’Ue. L’azione della rete CPC contro Shein è guidata dalle autorità nazionali competenti di Belgio, Francia, Irlanda e Paesi Bassi, sotto il coordinamento della Commissione europea.
«Tutte le imprese che si rivolgono ai consumatori dell’UE devono rispettare le nostre regole. L’azione odierna invia un messaggio chiaro: non esiteremo a chiedere conto alle piattaforme di e-commerce, indipendentemente da dove si trovino – ha detto Michael McGrath, Commissario per la Democrazia, la giustizia, lo Stato di diritto e la tutela dei consumatori – Le leggi dell’UE in materia di tutela dei consumatori non sono facoltative: devono essere applicate in tutti i casi. Accolgo con grande favore l’azione decisiva intrapresa dalla rete CPC. Spetta ora a Shein fare un passo avanti, rispettare le regole e allineare pienamente le sue pratiche alle norme dell’UE in materia di consumatori».
Shein e le pratiche contestate, dagli sconti falsi alle dichiarazioni mancanti
L’indagine riguarda un’ampia serie di pratiche con cui i consumatori si confrontano durante gli acquisti online su Shein ma che violano il diritto europeo. La Commissione contesta la presenza di sconti falsi, che fingono di offrire offerte migliori mostrando riduzioni di prezzo che non si basano sui “prezzi precedenti” effettivi del prodotto.
Contestano poi vendite sotto pressione, ovvero pratiche che sfruttano scadenze di acquisto false per fare pressione ai consumatori affinché completino gli acquisti.
Bruxelles contesta poi informazioni errate, mancanti o fuorvianti sui diritti legali dei consumatori, sul diritto di restituzione e al rimborso; etichette di prodotto ingannevoli quando suggeriscono che il prodotto abbia qualcosa di speciale che invece è caratteristica richiesta dalla legge; dichiarazioni di sostenibilità ingannevoli, quando si danno informazioni false o ingannevoli sui benefici per la sostenibilità dei prodotti. E contestano dati di contatto nascosti: “i consumatori non possono contattare facilmente Shein per domande o reclami”.
La rete di autorità nazionali a tutela dei consumatori ha poi chiesto a Shein di valutare la sua conformità agli ulteriori obblighi previsti dal diritto dell’Ue in materia di tutela dei consumatori, come l’obbligo di garantire che le classifiche, le recensioni e le valutazioni dei prodotti non siano presentate ai consumatori in modo fuorviante. L’azione di contrasto, spiega Bruxelles, è complementare all’indagine in corso sulla legge sui servizi digitali condotta dalla Commissione.
Shein è stata designata designata piattaforma online di dimensioni molto grandi (VLOP), secondo la legge sui servizi digitali, nell’aprile 2024. A quattro mesi dalla sua designazione, ha dovuto rispettare gli obblighi più rigorosi applicabili alle VLOP, tra cui l’obbligo di valutare e attenuare debitamente i rischi sistemici derivanti dai suoi servizi. La Commissione sta attualmente svolgendo indagini che riguardano fra l’altro la presenza di contenuti e merci illegali sul mercato di Shein, la trasparenza dei suoi sistemi di raccomandazione e le misure per attenuare i rischi relativi alla protezione dei consumatori.
Shein: la nostra priorità è esperienza di acquisto online sicura e affidabile
Shein a sua volta fa sapere che sta collaborando con la Commissione e con le autorità di tutela dei consumatori.
In una nota ufficiale diffusa dall’azienda, si legge che “SHEIN sta collaborando in modo costruttivo con le autorità nazionali competenti per la tutela dei consumatori e con la Commissione Europea, con l’obiettivo di dimostrare il proprio impegno nel garantire la piena conformità alle normative dell’Unione Europea”.
“Continuiamo a partecipare attivamente a questo dialogo per affrontare eventuali criticità e contribuire a soluzioni efficaci. La nostra priorità è assicurare ai nostri consumatori un’esperienza di acquisto online sicura, affidabile e soddisfacente”.
(news aggiornata il 27/05/2025)

