Assegno circolare falso, rimborso totale per cittadina truffata (Foto Lukasz Radziejewski per Pexels)
Assegno circolare falso, la banca non verifica: rimborso per la cittadina truffata
L’Arbitro Bancario Finanziario riconosce la responsabilità di una banca per carenze nei controlli di un assegno circolare falso. Una cittadina, truffata nella vendita di un orologio di pregio, ottiene il rimborso totale. Il caso seguito da Confconsumatori Lazio
Una cittadina truffata attraverso un assegno circolare falso ha ottenuto il riconoscimento di un rimborso di 10 mila e 500 euro, pari all’importo totale dell’assegno. L’Arbitro Bancario Finanziario di Roma ha accertato la responsabilità dell’istituto di credito per carenze nelle verifiche preliminari e nei controlli, riconoscendo l’integrale risarcimento del danno. Secondo l’ABF, la condotta dell’istituto bancario è stata “gravemente negligente” perché avrebbe dovuto fare controlli più accurati sull’assegno risultato poi contraffatto. Il caso è stato risolto attraverso l’intervento di Confconsumatori e l’ABF ha riconosciuto a una cittadina di Roma il rimborso di 10.500 euro.
La compravendita di un orologio e l’assegno falso
Si tratta di una truffa legata alla compravendita online di un orologio di pregio.
Ha origine, spiega l’associazione, il 22 dicembre 2024, quando la cliente, dopo aver messo in vendita un orologio di valore su un sito internet, riceveva un’offerta di acquisto pari a 10.500 euro. Il presunto acquirente consegnava un assegno circolare di pari importo, che veniva sottoposto al Direttore della filiale bancaria per le opportune verifiche preliminari. Il Direttore rassicurava la cliente dichiarando di aver contattato l’istituto emittente e confermando la regolarità del titolo.
Fidandosi di queste rassicurazioni, la cliente si recava in filiale insieme all’acquirente, poneva all’incasso l’assegno e consegnava l’orologio. Tuttavia, il 26 dicembre 2024, controllando il proprio conto corrente, rilevava lo storno della somma con la causale “immagine non coerente con i dati CIT”. Solo successivamente apprendeva che l’assegno risultava impagato, inizialmente per un presunto errore di digitazione del numero e, infine, in data 30 dicembre 2024, perché falso e contraffatto.
La responsabilità della banca
La cittadini truffata è stata assistita dall’avvocato Barbara D’Agostino di Confconsumatori, che, dopo il diniego di rimborso ricevuto da parte dell’istituto bancario, si è rivolta all’Arbitro Bancario Finanziario. Questi ha riconosciuto il diritto al rimborso totale.
«Il Collegio – commentano Barbara D’Agostino, presidente di Confconsumatori Lazio Carmelo Calì, presidente nazionale di Confconsumatori – ha accertato che la banca è responsabile sia per specifici oneri e doveri di verifica dell’autenticità, valutando in primo luogo anomalie ed alterazioni evidenti dell’assegno circolare che l’intermediario è tenuto a compiere al fine di andare esente da responsabilità per aver negoziato un titolo rivelatosi falso, sia per il doveroso riscontro con la banca emittente, che deve essere effettuato secondo i criteri della diligenza professionale ex art. 1176, comma 2, c.c. Si tratta di una vittoria importante per Confconsumatori considerando che l’Abf ha ritenuto di riconoscere l’intero importo dell’assegno circolare falsificato dal malvivente.»
L’ABF ha infatti esaminato la copia dell’assegno contraffatto rilevando numerose e macroscopiche anomalie rispetto al modello previsto dalla Circolare ABI. La banca insomma aveva fatto verifiche approssimative, con soli controlli marginali e telefonici, senza alcuna verifica scritta o preventiva più approfondita. Per l’ABF è stata una condotta “gravemente negligente” perché la banca avrebbe potuto – e dovuto – effettuare controlli più accurati e tempestivi, anche semplicemente ritardando l’incasso per consentire verifiche tecnicamente adeguate, riducendo così il rischio di frode.

