Capacità di spesa delle famiglie, Altroconsumo: casa e salute pesano sul bilancio (foto Pixabay)
Capacità di spesa delle famiglie, Altroconsumo: casa e salute pesano sul bilancio
Secondo il Termometro Altroconsumo, dopo 3 anni torna a crescere la capacità delle famiglie di affrontare le spese quotidiane, ma permangono alcune difficoltà
Dopo tre anni di peggioramento continuo, il Termometro Altroconsumo 2024 registra un lieve miglioramento della capacità di spesa delle famiglie italiane, anche se permangono alcune difficoltà, come i costi da sostenere per abitazione e salute. Le aspettative per il 2025 tuttavia non sono positive.
È quanto emerso dall’indagine annuale che Altroconsumo – insieme alle Organizzazioni omologhe di Spagna, Belgio e Portogallo che fanno parte di Euroconsumers – ha svolto su un campione di 2.699 cittadini, distribuiti come la popolazione italiana.
Termometro Altroconsumo, la capacità di spesa delle famiglie nel 2024
Nel 2024 – si legge in una nota di Altroconsumo – il Termometro registra un miglioramento complessivo della capacità di sostenere le spese correnti nei 6 ambiti analizzati: abitazione, mobilità, salute, alimentazione, istruzione, cultura e tempo libero. L’indice di quest’anno è pari, infatti, a 49 e fa segnare un +3,9 punti sul 2023.
Diminuisce il numero delle famiglie sottoposte a forte pressione economica (dal 19% del 2023 al 16% del 2024), ovvero che hanno avuto difficoltà ad affrontare tutti i loro ambiti di spesa, e aumenta quello dei nuclei che non hanno avuto difficoltà economiche (29%, +3 punti percentuali rispetto al 2023).
“Resta motivo di preoccupazione la scarsa capacità di risparmio di una ampia parte della popolazione, a cui si contrappone una percentuale ristretta di famiglie che possono accumulare riserve economiche con facilità, un dato che sembra riflettere il continuo aumento della diseguaglianza economica nella società contemporanea”, ha commentato Altroconsumo.
Restano, infatti, pochi margini per il risparmio: per più di 1/3 delle famiglie è stato molto difficile, se non impossibile, risparmiare nel corso del 2024 e in generale, il 70% delle famiglie ha avuto difficoltà a mettere da parte risparmi, mentre solo per il 10% è stato facile farlo.
Per quanto riguarda gli ambiti di spesa, nel 2024 le spese per abitazione e salute si confermano quelle che generano più problemi: rispettivamente il 48% e il 45% delle famiglie hanno incontrato difficoltà nel sostenerle. Seguono le spese per cultura e tempo libero (40% ha avuto difficoltà a sostenerle), alimentazione e mobilità (38% per entrambe) e infine istruzione (25%).
Entrando nel dettaglio, le voci di spesa che nel 2024 hanno generato i maggiori problemi alle famiglie sono state: i costi legati all’automobile (il 57% è in difficoltà); le cure dentistiche (55%), le visite mediche (52%), viaggi e vacanze (51%) e bollette (46%). In particolare, sono proprio le spese legate alla salute che risultano sempre più difficili da gestire, con un incremento delle famiglie in difficoltà sulle voci: cure dentistiche (+4 pp), occhiali e apparecchi acustici (+3 pp), assistenza psicologica (+2 pp).
Aree geografiche a confronto
Come detto, la capacità di spesa delle famiglie non è omogenea su tutto il territorio nazionale e anche nel 2024 si conferma un indice del benessere in genere più alto al Settentrione rispetto al Meridione, con un valore pari a 50,1 nel Nord Ovest, 49,6 nel Nord Est, 49,0 nel Centro e 47,5 nel Sud e Isole.
Rispetto all’anno precedente, tutte le aree fanno registrare un miglioramento, ma emerge in particolare la crescita del Centro +5,5 punti, seguita da quella del Nord-Est (+4,4). Entrando poi nel dettaglio, il 2024 riserva però anche delle sorprese. L’indice, infatti, è superiore alla media per Trentino-Alto Adige (52,3), Lombardia (50,8), ma anche Liguria (50,4) e Sicilia (50,3). Le regioni in cui la capacità di sostenere le spese è, invece, inferiore alla media sono invece Abruzzo (44,8), Puglia (47,3) Sardegna (47,6) e Marche (47,9).

Le aspettative per il 2025
Per quanto riguarda, infine, le previsioni per il 2025, “ancora una volta i segnali non sono positivi e le famiglie italiane continuano a guardare al futuro con timore e pessimismo“, ha spiegato Altroconsumo.
L’indice che riflette le aspettative per l’anno prossimo è infatti in calo di 0,6 punti rispetto a quello registrato per l’anno trascorso (49,0), e si ferma a 48,4 punti. Un terzo degli intervistati (32%) ritiene che la propria famiglia avrà più difficoltà a sostenere le spese nel 2025; per la metà degli intervistati (50%) la situazione resterà invariata e solo il 18% prevede che sarà più facile.
La situazione non migliora se si guarda alla capacità di risparmio, che resta in linea con l’anno scorso: il 39% prevede che sarà molto difficile se non impossibile per la propria famiglia mettere soldi da parte e, in generale, il 72% immagina che sarà difficile farlo.

