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Coronavirus, il Governo interviene a sostegno dell'economia

Stop a bollette e assicurazioni per chi è in quarantena. È solo una delle misure previste dal decreto legge approvato dal consiglio dei Ministri nella notte tra il 28 e il 29 febbraio scorso. Il testo conferma le misure annunciate nei giorni scorsi. Per gli abitanti delle zone in quarantena, stop per due mesi al pagamento delle bollette di luce, gas e rifiuti e sospensione fino al 30 aprile delle rate delle assicurazioni. Sospesi, poi, il pagamento per un anno delle rate dei beneficiari di mutui agevolati e le cartelle esattoriali.

Misure per i lavoratori e le imprese

Per i lavoratori il decreto semplifica le procedure per presentare istanza di cassa integrazione ordinaria o assegno ordinario in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Viene poi riconosciuta un’indennità mensile pari a 500 euro per un massimo di tre mesi in favore dei collaboratori coordinati e continuativi, dei titolari di rapporti di agenzia e di rappresentanza commerciale e dei lavoratori autonomi o professionisti.

Si rifinanzia per 50 milioni nel 2020 il Fondo centrale di garanzia per le Pmi in modo da far fronte ai maggiori oneri per le garanzie, gratuite, a favore delle Pmi danneggiate dall’emergenza coronavirus. Potranno accedervi a titolo gratuito anche le piccole e medie imprese che non hanno sede nella zona rossa, ma in zone limitrofe o appartenenti “a una filiera particolarmente colpita”. Prevista anche una norma ‘salva stipendio’ per i dipendenti pubblici: “Per i periodi di assenza per malattia” dovuta al virus, non si applicherà “la decurtazione del trattamento economico accessorio”.

Misure per il turismo

Nel testo ci sono poi le prime misure relative a tutto il Paese che mirano a sostenere le aziende del turismo con la sospensione dei tributi previdenziali e delle ritenute fiscali. È una “prima risposta immediata”, spiega il ministro Gualtieri annunciando però altri provvedimenti.

“L’Italia resterà un grande attrattore del turismo per sempre – assicura il ministro Franceschini – credo che ci sarà un ritorno molto veloce del turismo interno e dovremo lavorare perché ci sia anche un ritorno il più veloce possibile del turismo internazionale”.

Il No dell’Unione Nazionale Consumatori

L’aspetto che lascia perplesse le associazioni dei consumatori è quello che riguarda l’aumento dei prezzi di prodotti disinfettanti e mascherine.

È un no, quello dell’Unione Nazionale Consumatori, al dl del Governo sull’emergenza Coronavirus, laddove interviene per prevenire speculazioni sui prezzi.

“Fissare una soglia così alta, superiore al triplo del prezzo di listino, prima di poter considerare una pratica commerciale come scorretta, vuol dire chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Non solo si considera come normale raddoppiare i prezzi di una mascherina in un momento di emergenza, come se fosse etico e tollerabile approfittare di una situazione di difficoltà, ma di fatto si impedisce all’Antitrust di intervenire fino al superamento di quella soglia, rischiando di cadere dalla padella nella brace”, prosegue Dona.

“Oltre alla soglia troppo alta, il problema è che il decreto le limita a prodotti attinenti alla salute e all’approvvigionamento di beni di prima necessità e in situazioni di allarme sociale, mentre dovrebbe valere sempre, anche in concomitanza di scioperi, maltempo ed altri eventi del genere” prosegue Dona.

“Quanto ai pacchetti turistici, chiediamo chiarimenti al Governo su cosa intenda quando parla di specifiche forme di compensazione. Sarebbe inaccettabile ed intollerabile un blocco dei rimborsi che la legge, il Codice del turismo, prevedere che in questi casi debbano essere dati al consumatore entro 14 giorni. Nulla vieta di dare la facoltà al consumatore di accettare voucher in alternativa al rimborso, da utilizzare entro un anno, ma deve essere chiaro che non può essere un obbligo. Nulla vieta al Governo di far accedere i tour operator ad un fondo statale per evitare loro problemi di liquidità. Insomma, il Governo è libero di aiutare, giustamente, i tour operator in qualunque modo, salvo a scapito del consumatore. Sarebbe una beffa!” conclude Dona.

Critico alche il Codacons

Durissimo il Codacons per il quale si tratta di un provvedimento non solo “inadeguato e insufficiente”, ma addirittura pericoloso per i cittadini italiani.

“Siamo allarmati soprattutto per la parte del decreto relativa alle speculazioni sui prezzi laddove, punendo esclusivamente i soggetti che aumentano i prezzi più del triplo rispetto ai listini medi degli ultimi 30 giorni, finirebbe di fatto per autorizzare rincari dei listini fino al +300%. Se fosse confermata tale misura, si darebbe il via libera agli speculatori, che potrebbero rincarare a proprio piacimento i prezzi approfittando dell’allarme coronavirus, purché non superino l’assurda soglia del triplo fissata dal Governo”.

Anche in materia di viaggi e turismo il decreto è assolutamente carente – prosegue il Codacons. Si prevedono infatti misure di compensazione solo per chi non ha potuto viaggiare da e per le zone rosse o usufruire di pacchetti turistici a causa delle limitazioni imposte dalle autorità italiane e straniere, e sembra escludere dal diritto di ottenere rimborsi tutti coloro che hanno rinunciato alle partenze in virtù della situazione di forza maggiore determinata dall’emergenza coronavirus.

“Un decreto che tutela solo le zone rosse d’Italia e solo alcuni soggetti è inaccettabile, perché abbandona il resto d’Italia e dimentica la stragrande maggioranza di cittadini e imprese attualmente danneggiati dal coronavirus” – conclude Rienzi.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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