Gli italiani davanti alla crisi energetica (Foto Pixabay)
Crisi energetica, l’84% degli italiani teme i rincari del cibo
La crisi energetica preoccupa, e molto, gli italiani: l’84% i teme rincari dei beni alimentari, l’83% l’aumento delle bollette di luce e gas e l’80% il caro carburante. Un’indagine Eumetra sulla percezione del Paese davanti alla crisi
Rincari dei beni alimentari, aumento delle bollette di luce e gas e caro carburante sono le preoccupazioni più diffuse dagli italiani riguardo alla crisi energetica. Le tensioni geopolitiche internazionali e la guerra in Medio Oriente stanno facendo saltare gli equilibri dei mercati mondiali, la crisi energetica si profila lunga e non rientrerà in tempi brevi con un accordo immediato, la Ue sta cercando di correre ai ripari e ha appena lanciato un pacchetto di misure per far fronte alle tensioni con AccelerateEU.
Ma cosa pensano gli italiani e quali comportamenti si ritroveranno ad adottare? Esprimono una forte preoccupazione per le conseguenze di una crisi energetica prolungata a partire dall’impatto sul costo della vita; allo stesso tempo, sembra diffusa una certa disponibilità ad adottare comportamenti più sostenibili, per limitare consumi e spese. È quanto emerge da un’indagine Eumetra sulla percezione degli italiani rispetto a una possibile crisi energetica.
Consapevoli e preoccupati per la crisi energetica
Nel complesso, è un Paese consapevole dei rischi e pronto a modificare le proprie abitudini di mobilità e consumi domestici – forse anche obbligato a farlo per contenere i rincari che in parte già ci sono stati e che si profilano anche su periodo più lungo e nel carrello della spesa.
“Gli italiani – ha detto Matteo Lucchi, CEO di Eumetra – dimostrano grande consapevolezza e una concreta disponibilità ad adattarsi; tuttavia, emergono anche segnali di vulnerabilità, soprattutto rispetto all’impatto sui prezzi e alla disponibilità dei beni essenziali: una conferma della centralità del tema energetico nella vita quotidiana. Sarà fondamentale accompagnare questa transizione con misure efficaci e inclusive, capaci di sostenere famiglie e imprese in un contesto ancora fortemente instabile”.
Inflazione alimentare e caro bollette
Le principali preoccupazioni riguardano l’inflazione alimentare e il caro bollette.
L’84% degli italiani è preoccupato per i rincari dei beni alimentari, con un picco nel Nord-Est (88%). Subito dopo si collocano gli aumenti delle bollette di luce e gas (83%) e il forte incremento del prezzo del carburante (80%).
Più di sei italiani su dieci (64%) temono difficoltà nel reperire carburante alle pompe, una preoccupazione che risulta particolarmente sentita tra le donne. Seguono scenari legati a possibili misure di contenimento dei consumi: limitazioni all’uso dell’aria condizionata (36%), introduzione di targhe alterne o domeniche senza auto (35%) e restrizioni ai viaggi aerei (34%), tutte preoccupazioni più marcate nel Sud e nelle Isole. Meno diffuso, ma comunque presente, il timore di un ritorno obbligatorio allo smartworking totale (24%).
Crisi e comportamenti
Quali comportamenti adottare davanti a una crisi energetica prolungata? La misura più citata dagli intervistati è la riduzione dell’uso dell’auto (40%), soprattutto tra uomini (46%) e over 55.
Il 28% indica di evitare la prenotazione dei voli nei prossimi mesi (33% fra gli over 55) e il 27% di limitare l’uso del climatizzatore nelle ore più calde. Il 23% indica la scelta di vacanze estive con mete in Italia e raggiungibili in auto o in treno. Il 22% dichiara di voler lavorare da remoto su base volontaria, una opzione più condivisa fra i giovani 18-34 anni (29%).
Altre azioni considerate sono quella di fare scorte di beni alimentari (22%, soprattutto donne), limitare l’uso degli elettrodomestici (21%) e investire in fonti di energia alternativa domestica, come i pannelli solari (17%).
Una quota minoritaria dichiara di non prevedere alcuna misura (11%).
Altri potenziali comportamenti emblematici: un italiano su dieci ipotizza di ridurre la spesa alimentare (10%) o di sostituire gli elettrodomestici di casa con modelli più efficienti (10%). È un paese che sembra pronto ad adattarsi, forse meglio dire costretto a farlo, ma con evidenti difficoltà e vulnerabilità.

