Dazi, MDC: “Strumento dannoso per l’economia e i consumatori. E si rischiano nuovi rincari” (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)
Dazi, MDC: “Strumento dannoso, si rischiano nuovi rincari”
La politica dei dazi statunitensi rischia di avere ripercussioni pesanti sull’economia nazionale e sui consumatori: rincari sul mercato interno, flessione del Pil e delle esportazioni, danni al made in Italy e tagli occupazionali
Rincari sul mercato interno, flessione del Pil fino allo 0,6 per cento nel breve periodo, aggravamento di situazioni critiche (come nell’automotive) e tagli occupazionali: sono le conseguenze che la politica dei dazi statunitensi potrebbe avere sul mercato italiano. Il Movimento Difesa del Cittadino analizza le possibili ripercussioni sull’economia nazionale e sui consumatori dei dazi americani del 20 per cento sulle merci provenienti dall’Unione europea.
Spiega Antonio Longo, presidente nazionale di MDC: «La politica dei dazi si sta rivelando uno strumento dannoso per l’economia globale e colpisce ingiustamente i consumatori e le imprese italiane. È indispensabile che l’Italia non resti isolata ma si faccia promotrice in Europa di un’azione condivisa che tuteli il lavoro, la produzione di qualità e il potere d’acquisto dei cittadini. Il nostro compito, come associazione di tutela, è anche quello di informare e proteggere i consumatori da eventuali effetti distorsivi e rincari immotivati».

Dazi, i settori più colpiti: agroalimentare, farmaceutica, moda, automotive
Le misure, introdotte il 3 aprile scorso, colpiscono direttamente le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti, con possibili effetti indiretti sul mercato interno. I principali settori italiani coinvolti sono l’agroalimentare, il farmaceutico, l’automotive e la moda.
Secondo Agenzia ICE e Nomisma, l’export agroalimentare verso gli USA ha raggiunto circa 7,8 miliardi di euro nel 2024, con prodotti simbolo del Made in Italy come vino, olio d’oliva, formaggi e pasta che rischiano contrazioni significative, e perdite potenziali stimate in oltre 1 miliardo di euro.
Le esportazioni di farmaci e vaccini verso gli Stati Uniti hanno superato i 10 miliardi di euro, posizionando l’Italia tra i principali fornitori europei. Il settore automobilistico ha esportato autoveicoli e componenti per un valore di circa 8 miliardi di euro, e i dazi rischiano di aggravare una crisi già in atto. Il comparto della moda, con oltre 3 miliardi di euro di esportazioni, rischia serie ripercussioni su abbigliamento, calzature e accessori.
I dazi statunitensi potrebbero poi avere un impatto sui consumatori attraverso un aumento dei prezzi dei prodotti sul mercato interno. Un ulteriore aumento, considerato l’andamento dei prezzi al dettaglio degli ultimi anni. In questo caso il timore, espresso da MDC, è che le aziende italiane finiscano per aumentare i prezzi dei prodotti sul mercato interno per compensare in qualche modo le perdite sul mercato americano.
Secondo MDC “si stimano rincari fino al 10-12 per cento per olio extravergine d’oliva e vino di fascia medio-alta, un aumento tra il 5 per cento e l’8 per cento per pasta e formaggi stagionati, e fino al 15 per cento per capi di abbigliamento e calzature di marchi italiani esportati anche negli USA. Per quanto riguarda i prodotti farmaceutici, la pressione sui margini delle aziende potrebbe portare a una razionalizzazione delle linee commerciali, con minore disponibilità di alcuni farmaci o aumento dei prezzi di fascia libera”.
Una possibile conseguenza, in caso di flessione delle esportazioni, possono essere tagli ai posti di lavoro nei settori più colpiti o già in crisi.
Dazi e Italian Sounding
Ci sono poi i problemi legati all’Italian Sounding, con la possibile “spinta” verso la diffusione di imitazioni di prodotti made in Italy.
Commenta Francesco Luongo, portavoce nazionale del Movimento Difesa del Cittadino: «È fondamentale che il Governo italiano e l’Unione Europea adottino misure tempestive per proteggere le nostre imprese e i consumatori. Proponiamo la tutela del Made in Italy implementando campagne di sensibilizzazione e misure contro l’Italian Sounding, la difesa dei consumatori monitorando l’andamento dei prezzi e prevenendo speculazioni che possano penalizzare le famiglie italiane, l’effetto complessivo dei dazi secondo le ultime stime potrebbe comportare per l’Italia una perdita tra lo 0,4 per cento e lo 0,6 per cento del Pil nel breve periodo. Questo rischio non può essere sottovalutato: ne va del futuro del lavoro, dei prezzi e del potere d’acquisto dei cittadini».

