Diritti dei bambini, Unicef Italia propone l’Agenda 2025 ai candidati alle Regionali (Foto Alexander Grey per Pexels)
Diritti dei bambini, Unicef Italia propone “le cose da fare” ai candidati alle Regionali
In vista delle prossime elezioni regionali, l’Unicef Italia propone ai candidati l’Agenda regionale 2025-2030 per l’infanzia e l’adolescenza con le priorità di azione per i diritti dei bambini
Possono entrare i diritti dei bambini nelle elezioni regionali 2025? Prova a farlo l’Unicef che, in occasione delle prossime consultazioni, propone l’Agenda regionale 2025-2030 per l’infanzia e l’adolescenza-Le Cose da Fare ai candidati presidenti delle diverse regioni che andranno al voto – Calabria, Campania, Marche, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto.
L’Agenda individua una serie di azioni prioritarie per i diritti dei bambini, interventi strategici per una società più equa, sostenibile e inclusiva, centrata su diverse aree: cambiamento climatico e sostenibilità; non discriminazione; educazione di qualità; salute mentale e benessere psicosociale; genitorialità responsiva.
Infanzia strategica per il Paese
«Non bisogna considerare l’infanzia come un settore residuale, ma come una priorità strategica per il rilancio del Paese – ha detto Nicola Graziano, presidente dell’Unicef Italia – Investire sulle persone di minore età – anche e soprattutto laddove sono numericamente poche – significa scommettere su un futuro più equo, sostenibile e coeso».
L’Unicef richiama allora il ruolo delle Regioni che, come enti territoriali, sono fondamentali per attuare concretamente politiche locali che rispettino e realizzino i diritti dei bambini, dell’infanzia e dell’adolescenza.
Per il presidente Unicef Italia «in vista della nuova legislatura, le Regioni hanno l’opportunità e la responsabilità di porsi come laboratori di innovazione e inclusione per la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, per superare i divari esistenti e assicurare a tutte le bambine e ai bambini un contesto di crescita ricco di opportunità».

I bambini sono sempre di meno
L’Unicef chiede ai candidati alla presidenza delle Regioni di promuovere l’ascolto e la partecipazione dei minori, di adottare strategie integrate per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, di rafforzare pianificazione e valutazione delle risorse e dell’impatto delle politiche dedicate ai bambini, di rafforzare il Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza e di attuare programmi di promozione della pace. Agendo poi sulle priorità individuate nel suo report su “Le Cose da fare“.
Il quadro è quello della denatalità. I minori in Italia sono sempre di meno.
E, spiega l’Unicef, “a fronte di un numero sempre più esiguo di bambine, bambini e adolescenti, in molte regioni si registra una risposta insufficiente in termini di servizi, risorse e investimenti dedicati”.
L’organizzazione ricorda i numeri relativi alle diverse regioni che si preparano al voto. In Toscana i minori rappresentano solo il 13,88% della popolazione, uno dei valori più bassi tra le regioni analizzate. Seguono le Marche (14,17%), il Veneto (14,72%), la Puglia (14,75%) e la Valle d’Aosta (14,8%), tutte al di sotto della soglia nazionale del 15%. Solo la Campania si distingue, con il 16,52% della popolazione composta da minorenni, seguita dalla Calabria, con il 15,6%.

