Pellet di plastica, verso nuovo regolamento contro inquinamento da microplastiche (Immagine generata dall'AI, Foto di Pete Linforth da Pixabay)
Pellet di plastica, in Ue nuovo regolamento contro inquinamento da microplastiche
Il Consiglio ha approvato il regolamento per prevenire la dispersione dei pellet di plastica nell’ambiente e ridurre l’inquinamento da microplastiche
Verso un nuovo regolamento per ridurre l’inquinamento da microplastiche legato ai pellet di plastica. Il Consiglio ha infatti adottato il regolamento che vuole prevenire la dispersione di pellet di plastica nell’ambiente, dopo l’accordo provvisorio raggiunto con il Parlamento europeo.
Il nuovo regolamento mira a ridurre l’inquinamento da microplastiche e a rafforzare i controlli e la gestione dei pellet di plastica, materia prima industriale, lungo tutta la sua filiera.
I danni delle microplastiche
Le microplastiche sono “onnipresenti, persistenti e transfrontaliere”, dannose per l’ambiente, potenzialmente nocive per la salute.
I pellet di plastica sono minuscole particelle utilizzate per la produzione di materiali plastici. Se vengono disperse nell’ambiente durante la produzione o il trasporto non si degradano, ma si accumulano nell’ambiente, nel suolo, negli animali, nei pesci e nei molluschi, finendo anche nella catena alimentare umana. Sono materie prime che inquinano acqua, aria e suolo, danneggiano gli ecosistemi e la biodiversità.
Si stima che a oggi fra le 52 mila e le 184 mila tonnellate di pellet di plastica finiscano ogni anno nell’ambiente. Il rilascio deriva da pratiche di manipolazione inadeguate lungo tutta la filiera, dalla produzione alla lavorazione al trasporto dei pellet di plastica, anche durante le operazioni marittime. Se ingerite, possono causare danni fisici o la morte di specie marine e costiere, come tartarughe marine, uccelli marini e molluschi. Sono inoltre particelle persistenti, mobili ed estremamente difficili e costose da rimuovere.
Prevenire le perdite e gestire la bonifica
Le nuove norme, spiega il Consiglio, si concentrano sulla prevenzione delle perdite di pellet e impongono alle aziende di attuare piani di gestione del rischio che includano misure per l’imballaggio, la movimentazione, il personale, la formazione e le attrezzature. Il regolamento stabilisce inoltre obblighi chiari per le operazioni di bonifica in caso di perdite accidentali. I trasportatori extra Ue dovranno avere un rappresentante autorizzato nell’Unione, e gli operatori che gestiscono più di 1.500 tonnellate di pellet di plastica all’anno saranno tenuti a ottenere la certificazione da una terza parte indipendente. Le aziende più piccole avranno invece misure di conformità semplificate, tra cui autodichiarazioni di conformità per le microimprese.
Il regolamento introduce poi requisiti specifici per il trasporto marittimo di pellet di plastica, affrontando le informazioni relative all’imballaggio, al trasporto e al carico per prevenire la perdita di pellet in mare.
Manca ora la votazione finale del Parlamento europeo, attesa nell’ottobre 2025. Le nuove norme entreranno in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Fatta eccezione per specifiche deroghe ed esenzioni, la maggior parte delle disposizioni inizieranno però ad applicarsi da 2 anni dopo l’entrata in vigore .

