Nel 2013 la bolletta del gas dei consumatori italiani è calata del 7,2% (del 10% se si considerano anche i primi 6 mesi del 2014) allineandosi alla media europea. Invece i prezzi dell’energia elettrica sono ancora alti a causa della crescita degli oneri parafiscali. La strada intrapresa dal Governo, di un taglio del 10% delle bollette alle imprese, dovrebbe garantire un calo di questi oneri (si spera per tutti). E’ l’auspicio del Presidente dell’Autorità per l’energia elettrica Guido Bortoni che oggi ha presentato la Relazione annuale presso la Camera dei Deputati. 
L’energia è sempre più al centro delle scelte politiche di tutti i Paesi e lo sarà sempre di più; ma in Europa, nessun Paese può pensare di guardare soltanto ai suoi confini nazionali, perché una vera governance energetica deve essere ambiziosa e capace di incidere davvero sul nostro futuro. Compito che non può che essere della nuova Europa che si sta formando: l’Italia su questo può giocarsi un ruolo fondamentale, visto che dal 1° luglio sarà alla guida del semestre europeo.
Tornando alle questioni più “domestiche”, sono diversi i punti toccati dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il servizio idrico nella sua relazione annuale.
Oltre al calo dei prezzi del gas, generato dalla riforma sul mercato all’ingrosso realizzata dall’Autorità, e all’auspicio di un calo di quelli dell’elettricità a partire già dall’autunno prossimo, Bortoni ha parlato della crescente morosità di imprese e famiglie che non riescono a pagare le bollette. Certo bisogna distinguere e contrastare i comportamenti speculativi di chi si approfitta di questa situazione per non pagare, ma per tutelare i consumatori davvero in difficoltà “occorre evitare le facili sospensioni del servizio da parte dei fornitori”.
Uno strumento che da qualche anno aiuta gli utenti in difficoltà economica è il bonus sociale, attivo sia per l’elettricità sia per il gas, di cui nel 2013 ha usufruito oltre un milione e mezzo di famiglie. Ma questi sono soltanto il 35% degli aventi diritto, quindi bisogna intervenire con urgenza per semplificare le procedure di accesso e per alzare gli sconti, adeguando il meccanismo del bonus al nuovo ISEE. Il bonus, poi, andrebbe esteso al altri servizi di pubblica utilità.
Il consumatore, non c’è dubbio, dovrà essere sempre più informato per essere in grado di scegliere in modo consapevole se passare dal mercato tutelato a quello libero e quale sia l’operatore più adeguato ai suoi bisogni. Per questo il futuro della bolletta sarà un unico foglio, in cui vengono sintetizzate tutte le informazioni necessarie a comprendere quanto e per cosa si deve pagare. Chi vorrà approfondire la fattura nel dettaglio potrà accedere alla bolletta completa che sarà comunque disponibile sul web. E questo è quanto prevede il progetto Bolletta 2.0.
Ma l’Autorità si auspica che il consumatore possa essere informato meglio anche sul mercato libero, magari con una bolletta pro-forma che, dopo un anno di fornitura presso un’azienda, lo aiuti a confrontare la spesa sostenuta con quella che avrebbe sostenuto nel mercato tutelato. Sempre in vista di una maggiore concorrenza e dinamicità del settore, il venditore dovrebbe fornire al cliente finale diversi preventivi relativi a nuove offerte di fornitura presenti nel proprio portafoglio.
Sicuramente un aiuto concreto all’utente arriva dallo Sportello del consumatore che nel 2013 ha registrato un vero boom con un aumento del 21% dei reclami gestiti e oltre 338mila chiamate arrivate al Call Center. Numerosi sono stati i reclami in materia di fatturazione da parte di clienti del mercato libero, ma anche di quello tutelato. Tanto che l’Autorità ha avviato un’indagine conoscitiva, ancora in corso, sulle modalità e sulle tempistiche di fatturazione da parte del servizio di vendita.
Andrebbe migliorato, invece, lo strumento della conciliazione visto che i dati ne confermano le potenzialità: durante il suo primo anno di operatività (da aprile 2013 ad aprile 2014) le richieste sono state più di 1000, con un aumento del 158% negli ultimi 6 mesi. Il tasso di successo delle controversie è stato dell’88%, con una media di 62 giorni per giungere ad una soluzione. Il futuro della conciliazione nel settore dell’energia potrebbe essere quello dell’obbligatorietà, come già avviene in altri settori. L’obiettivo dell’Autorità è quello di organizzare in un unico sistema le funzioni di assistenza ai clienti, prevedendo presidi territoriali gestiti dalle Associazioni dei consumatori e da quelle delle PMI, e la creazione di una rete informatizzata per l’archiviazione e la circolazione delle informazioni.
di Antonella Giordano   (@Anto_Gior)
 

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