Parlamento europeo: la BCE non deve decidere da sola sull’euro digitale (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)
Euro digitale, Parlamento europeo: la BCE non deve decidere da sola
Il Parlamento adotta una serie di raccomandazioni per la Banca centrale europea (BCE). “La BCE non dovrebbe decidere da sola su quando e come introdurre l’euro digitale”
Il Parlamento europeo chiede alla Banca centrale europea (BCE) di valutare l’impatto dei conflitti sulla stabilità dei prezzi. Critica la BCE per quanto riguarda le stime sull’inflazione e afferma che la BCE non debba decidere da sola sulla realizzazione e sull’introduzione dell’euro digitale – una forma digitale di contante. L’euro digitale sarebbe un mezzo di pagamento elettronico al dettaglio emesso dalla BCE e, in quanto forma di moneta pubblica, sarebbe disponibile gratuitamente a tutti nell’area dell’euro, per qualsiasi pagamento digitale.
Durante il dibattito in plenaria di lunedì con la presidente della BCE Christine Lagarde, i deputati – sintetizza una nota del Parlamento – si sono scontrati sulla questione di una politica monetaria neutrale rispetto al mercato della BCE e sulla misura in cui la stabilità dei prezzi dovrebbe determinare le sue azioni. Alcuni deputati hanno inoltre sostenuto che la BCE si dovrebbe concentrare maggiormente sulle esigenze della gente comune, mentre altri hanno affermato che la Banca centrale UE deve essere meglio preparata ad affrontare gli shock geopolitici.
Inflazione, piano geopolitico, euro digitale: le critiche del Parlamento europeo
La BCE dovrebbe elaborare un “piano geopolitico” per valutare l’impatto dei conflitti sulla stabilità dei prezzi. È questa una delle richieste che arrivano dai deputati, preoccupati per l’elevata inflazione e per le modalità di introduzione di un euro digitale.
Il Parlamento europeo ha così adottato ieri (con 378 voti a favore, 233 contrari e 26 astensioni) una risoluzione non legislativa in cui i deputati chiedono alla BCE di “fare più per arginare l’inflazione, che colpisce soprattutto i più vulnerabili della società, e di garantire che l’eventuale introduzione di un euro digitale tenga conto delle preoccupazioni dei cittadini”. Per la prima volta, il Parlamento ha chiesto specificamente alla BCE di valutare in che modo la guerra e i conflitti incidano sulla stabilità dei prezzi.
Per i deputati, la BCE “ha sbagliato la sua valutazione secondo cui l’inflazione avrebbe dovuto essere solo transitoria”. Chiedono dunque di migliorare i modelli di previsione economica per consentire una migliore definizione delle politiche. Il Parlamento denuncia inoltre “la “sovvenzione significativa” al settore bancario derivata indirettamente dalle politiche della BCE, che ha portato a ingenti pagamenti di interessi sui depositi bancari presso la stessa banca centrale, e chiede misure atte ad attenuare il problema”.
I deputati si sono soffermati anche sulla realizzazione dell’euro digitale, sottolineando che la fiducia dei cittadini è fondamentale. Chiedono dunque che la BCE dimostri i vantaggi dell’euro digitale, prima che l’eventuale decisione di emettere l’euro digitale sia adottata, trattandosi di una decisione politica, dai legislatori dell’UE, piuttosto che esclusivamente dal Consiglio direttivo della BCE. Un euro digitale, proseguono i deputati, dovrà affiancarsi al contante fisico, che dovrebbe “rimanere ampiamente disponibile e accessibile”. I problemi di stabilità finanziaria e i potenziali cambiamenti nella struttura del settore finanziario derivanti dall’introduzione di un euro digitale devono essere presi in considerazione anche dalla BCE.
Ancora: per la prima volta il Parlamento europeo ha chiesto alla BCE di elaborare un piano sulla geopolitica 2025-2030 per comprendere meglio le implicazioni delle guerre e dei conflitti sulla stabilità dei prezzi. Altra richiesta è quella di valutare l’impatto dei cambiamenti climatici e di usare tutti gli strumenti disponibili per garantire che le banche prendano sul serio i rischi finanziari ed esterni, compresi i rischi climatici e geopolitici.

