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Green claim: San Benedetto rimuove “CO2 Impatto Zero” dalle bottiglie Ecogreen
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato interviene sui messaggi ambientali usati dall’azienda: stop a etichette e spot che parlavano di impatto nullo. Un richiamo alla trasparenza nelle comunicazioni di sostenibilità.
Da metà luglio San Benedetto S.p.A. ha modificato etichette, confezioni e materiali promozionali della linea di acqua minerale Ecogreen, eliminando l’indicazione “CO2 Impatto Zero”. La decisione arriva a seguito di una moral suasion avviata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha riscontrato possibili profili di scorrettezza nei messaggi ambientali diffusi dall’azienda.
Perché il green claim era ingannevole
Nelle etichette, nel sito ufficiale e in alcuni spot pubblicitari, San Benedetto dichiarava che la produzione delle bottiglie Ecogreen non generasse emissioni di gas serra o addirittura avesse effetti positivi sull’ambiente. Si tratta di affermazioni fuorvianti, in quanto non supportate da evidenze verificabili, che potevano indurre i consumatori a credere in un impatto ambientale inesistente o addirittura vantaggioso.
Le modifiche introdotte dall’azienda
A seguito dell’intervento dell’Antitrust, San Benedetto ha rimosso il claim “CO2 Impatto Zero” da etichette, confezioni, sito web e spot televisivi. Eliminati alcuni elementi grafici che richiamavano in modo diretto natura e sostenibilità, potenzialmente in grado di rafforzare il messaggio ingannevole.
Per offrire maggiore chiarezza, l’azienda ha introdotto sulle nuove etichette un QR code che rimanda a una sezione dedicata alla sostenibilità sul sito ufficiale, dove vengono spiegati i reali impegni intrapresi per ridurre l’impatto ambientale.
Green claim e trasparenza: una questione cruciale
L’Autorità ribadisce che le asserzioni ambientali devono essere precise, verificabili e non esagerate rispetto agli impegni effettivamente adottati dalle imprese. Parlare di “impatto zero” senza basi scientifiche solide rischia di trasformarsi in un caso di greenwashing, minando la fiducia dei consumatori e danneggiando le aziende realmente impegnate nella sostenibilità.
Un monito per tutto il settore
Il caso San Benedetto rappresenta un precedente importante per il mercato: sempre più aziende comunicano il proprio impegno ambientale, ma è essenziale che lo facciano con correttezza e trasparenza. I consumatori sono attenti e informati, e meritano di poter scegliere consapevolmente, basandosi su dati concreti e verificabili.
In un’epoca in cui la sostenibilità è un valore centrale, il richiamo dell’Antitrust ricorda che le parole contano tanto quanto le azioni: solo una comunicazione chiara e veritiera può davvero accompagnare la transizione ecologica.

