Guerra Israele-Iran, è già fiammata sui prezzi dei carburanti (Foto Pixabay)
Guerra Israele-Iran, è già fiammata sui prezzi dei carburanti
La guerra fra Israele e Iran agita i mercati petroliferi. Ed è fiammata sui prezzi dei carburanti. I Consumatori protestano e chiedono di evitare speculazioni
La guerra fra Israele e Iran provoca già il balzo dei prezzi dei carburanti. Secondo la rilevazione di Staffetta Quotidiana la benzina torna sopra quota 1,7 euro/litro e il gasolio sopra 1,6 euro/litro.
L’apertura del fronte di guerra agita i mercati petroliferi, spiega Staffetta, che questa mattina analizza così la situazione: “All’indomani degli attacchi su Teheran, il Brent si è apprezzato del 10% circa, stabilizzandosi poi intorno ai 75 dollari, livello di inizio aprile. Stessa sorte per le quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo, ai massimi da inizio aprile, con la benzina in aumento dell’equivalente di due centesimi al litro e il gasolio di tre. Il riflesso sui prezzi alla pompa non si è fatto attendere: dopo due settimane la benzina torna sopra quota 1,7 euro/litro (media nazionale self service), il gasolio sopra 1,6”.
Nel dettaglio, le medie dei prezzi comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati ieri mattina, evidenziano che la benzina self service sta a 1,707 euro/litro (+10 millesimi), il diesel self service a 1,605 euro/litro (+9).
La benzina servito sta in media a 1,846 euro/litro (+8) e il diesel servito a 1,745 euro/litro (+8); il Gpl servito a 0,709 euro/litro (-1), il metano servito a 1,439 euro/kg (-2), il Gnl 1,270 euro/kg (invariato).
Questi sono i prezzi sulle autostrade: benzina self service 1,806 euro/litro (servito 2,074), gasolio self service 1,715 euro/litro (servito 1,986), Gpl 0,843 euro/litro, metano 1,508 euro/kg, Gnl 1,342 euro/kg.
Fiammata prezzi dei carburanti, Consumatori: no speculazioni
I Consumatori denunciano la fiammata dei prezzi dei carburanti. Il repentino aumento dei prezzi di benzina e diesel in Italia, spiega il Codacons, “è del tutto inaccettabile e deve portare il governo ad intervenire con urgenza per bloccare qualsiasi forma di speculazione a danno degli automobilisti”.
I rincari alla pompa, prosegue l’associazione, “confermano le anomalie esistenti in Italia nel settore dei carburanti, con i listini al pubblico che aumentano immediatamente al salire del petrolio, nonostante la benzina e il gasolio venduti oggi agli automobilisti siano stati acquistati mesi fa dai marchi petroliferi, quando le quotazioni del greggio era ben inferiori a quelle odierne”.
Il Codacons chiede al Governo di bloccare qualsiasi eventuale speculazione. Ed è un tema condiviso fra le associazioni.
L’Unione Nazionale Consumatori parla di “speculazione in atto” a fronte delle medie regionali comunicate dal Ministero. «Irrisolto, insomma, il solito problema della doppia velocità: rialzi istantanei quando sale il Brent e discese con il contagocce in caso contrario. In modalità self service, solo 7 regioni su 20 hanno oggi un prezzo medio della benzina inferiore a 1,7 e un prezzo del gasolio inferiore a 1,6 euro al litro» afferma Massimiliano Dona, presidente dell’UNC.
Dopo le autostrade, la benzina più cara è a Bolzano, poi in Basilicata e in Calabria. Le regioni meno care sono Marche, Veneto e Lazio. Sul gasolio, il prezzo più alto viene registrato ancora a Bolzano, seguita da Trento e dalla Valle d’Aosta.
Assoutenti chiede alfine l’intervento di Mister Prezzi perché segnali eventuali irregolarità nella formazione dei prezzi al dettaglio dopo i rialzi seguiti all’inizio della guerra fra Israele e Iran.
«Benzina e gasolio, dopo settimane di discesa dei prezzi, registrano oggi un forte rialzo come conseguenza dell’andamento del petrolio sui mercati – afferma il presidente Assoutenti Gabriele Melluso – Un incremento che avviene nel periodo peggiore dell’anno, quando cioè milioni di italiani si apprestano a partire in auto per raggiungere le località di villeggiatura, e che rischia di determinare un salasso per le tasche delle famiglie».

