Il carrello della spesa vola a più 6,7%. Inflazione a più 6,9% (foto pixabay)
Il carrello della spesa vola a più 6,7%. Mai così alto da 36 anni
L’inflazione vola su base annua a più 6,9% e il carrello della spesa rincara a più 6,7%. Sono dati che non si vedevano dal 1986. Ed è una tragedia per le famiglie. I Consumatori lanciano la Protesta delle pentole vuote
Il carrello della spesa è sempre più caro. I prezzi a maggio volano a più 6,7% ed erano 36 anni che non si vedeva un’inflazione a questo livello. Secondo le stime Istat, a maggio l’inflazione aumenta del 6,9% su base annua (da +6,0% del mese precedente) e dello 0,9% nel confronto con aprile. Sono dati che non si vedevano dal 1986 così come quelli relativi ai rincari del carrello della spesa.
Accelerano infatti i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona, che passano da +5,7% a +6,7%, e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto che vanno da +5,8% a +6,7%.
Inflazione e carrello della spesa, mai così alti dal 1986
«A maggio, dopo il rallentamento di aprile, l’inflazione torna ad accelerare salendo a un livello che non si registrava da marzo 1986 (quando fu pari a +7,0%) – commenta l’Istat – Gli elevati aumenti dei prezzi dei Beni energetici continuano a essere il traino dell’inflazione (con quelli dei non regolamentati in accelerazione) e le loro conseguenze si propagano sempre più agli altri comparti merceologici, i cui accresciuti costi di produzione si riverberano sulla fase finale della commercializzazione. Accelerano infatti i prezzi al consumo di quasi tutte le altre tipologie di prodotto, con gli Alimentari lavorati che fanno salire di un punto la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +6,7%, come non accadeva dal marzo 1986 (quando fu +7,2%)».
La nuova accelerazione dell’inflazione su base annuale dipende dai prezzi di diversi prodotti: quelli dei Beni energetici (la cui crescita passa da +39,5% di aprile a +42,2%) e in particolare degli Energetici non regolamentati (da +29,8% a +32,4%. La crescita dei prezzi degli Energetici regolamentati è stabile a +64,3%). I Beni alimentari vanno da +6,1% a +7,1%, c’è soprattutto la crescita dei Beni alimentari lavorati da +5,0% a +6,8%. In aumento i prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,4% a +4,4%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +5,1% a +6,0%).
Le prime tre voci per rincari, superiori al 6,9% su base annua, sono quelle relative ad abitazione, acqua, elettricità e combustibili (i prezzi aumentano del 26,4%), quelli dei trasporti (più 10,6%) e i prezzi di prodotti alimentari e bevande analcoliche che volano a più 7,5%. Gli alimenti nel carrello della spesa costano sempre di più.

Prodotti alimentari a più 7,5%
Ora l’inflazione attesta l’impennata record per i generi alimentari. L’inflazione al 6,9% è una rovina per le tasche dei consumatori, una catastrofe e una tragedia, commentano le diverse associazioni.
«I prezzi dei prodotti alimentari registrano a maggio una impennata record, aumentando del +7,5% rispetto allo scorso anno, il livello più alto degli ultimi 36 anni – dice il presidente Assoutenti Furio Truzzi – Questo significa che una famiglia, solo per mangiare, deve mettere in conto una maggiore spesa in media pari a +562 euro annui».
Sarà «una Caporetto per i consumi, per via degli effetti disastrosi sul potere d’acquisto delle famiglie», afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. L’inflazione al 6,9%, stima l’UNC, significa una stangata di 2421 euro annui per una famiglia con due figli, dei quali 561 solo per i prodotti alimentari e le bevande. La batosta sarà di 2257 euro l’anno per una coppia con un figlio, che pagherà in più 505 euro per cibo e bevande. Per le famiglie numerose si parla di una stangata da 2693 euro, 615 solo per il cibo.
Il Codacons a sua volta stima una maggiore spesa fino a 2.753 euro annui per una famiglia con due figli a causa della fiammata dei prezzi.

I Consumatori e la Protesta delle pentole vuote
Sono numeri che spiegano bene la Protesta delle pentole vuote, come l’hanno chiamata gli organizzatori: la mobilitazione delle associazioni dei consumatori che il 10 giugno scenderanno in piazza.
«Non si tratta di un generico né temporaneo aumento dei prezzi, ma di una vera e propria corsa al rialzo, alimentata da ingiustificabili fenomeni speculativi, che sta costringendo le famiglie a rinunce e privazioni che avranno importanti conseguenze sull’intero sistema economico. In questo modo nel Paese crescono disuguaglianze, povertà energetica e povertà alimentare», hanno spiegato i Consumatori.
«Proprio per protestare contro i rincari abnormi dei prezzi al dettaglio – prosegue oggi Assoutenti – per la prima volta in Italia tutte le associazioni dei consumatori scenderanno in piazza il prossimo 10 giugno dando vita alla “Protesta delle pentole vuote”, chiedendo un incontro urgente al Governo volto ad adottare una piattaforma di interventi per calmierare i prezzi e combattere la speculazione, e per includere i rappresentanti dei consumatori tra le Parti sociali per confrontarsi sul contrasto alla povertà energetica, sul sostegno alle famiglie e ai soggetti più fragili, sulla determinazione e sorveglianza dei prezzi, sui carichi fiscali».

