Inflazione, criticità sui prodotti alimentari (Foto Pixabay)

Inflazione in rallentamento ma non senza criticità. A sottolinearle sono le associazioni dei consumatori, che ribadiscono le ripercussioni dell’andamento dei prezzi sui bilanci familiari e il peso di alcune voci specifiche, come le spese per i prodotti alimentari e il cibo.

Riprende la crescita dei prezzi alimentari

Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, se l’inflazione annua è all’1,2% secondo le stime Istat, i prezzi del cibo sono però “alle stelle”, spiega il presidente Massimiliano Dona.

«I prezzi dei prodotti alimentari riprendono a salire. Se a settembre si era registrato un flebile, minimale e isolato calo congiunturale dello 0,1% dei Prodotti alimentari e bevande analcoliche, a ottobre tornano ad aumentare registrando un +0,2% su settembre – afferma Dona – Insomma, il calo dell’indice generale da 1,6% di settembre a 1,2% di ottobre, così come la riduzione congiunturale dello 0,3%, non comporta alcun sollievo per la casalinga di Voghera che, a differenza della Lagarde, va tutti i giorni al mercato a fare la spesa. Bisogna che i prezzi delle spese obbligate scendano, non che continuino a salire ad un ritmo inferiore, come succede per il carrello della spesa».

Il dato sull’inflazione comporta comunque una spesa, calcola l’associazione, di 250 euro in più per i soli prodotti alimentari in una famiglia con due figli.

Criticità sugli alimentari, rincari anche a due cifre

Il Codacons sottolinea che “per effetto del calo dell’inflazione all’1,2% ad ottobre, la maggiore spesa annua della famiglia tipo, considerando la totalità dei consumi annui degli italiani, si attesta a +387 euro su anno, che sale a +548 euro nel caso di un nucleo con due figli”.

L’associazione sottolinea il rischio che i prezzi energetici invertano la rotta nelle prossime settimane, con l’accensione dei riscaldamenti in tutta Italia, e ricorda le tensioni sul versante degli alimentari, che segnano più 2,7% in un anno.

Così anche Assoutenti: bene la frenata dell’inflazione ma sui beni alimentari si continuano a registrare criticità, con i prezzi al dettaglio di alcuni prodotti di largo consumo che registrano ancora rincari a due cifre.

«Nonostante il calo dell’inflazione, l’andamento dei listini nel comparto alimentare continua ad essere preoccupante – spiega il presidente Assoutenti Gabriele Melluso – Ad ottobre la carne rincara in media del +5,8% su anno con punte del +7,9%, per la carne bovina; le uova segnano un +7,2%, formaggi e latticini +6,8%, burro +6,7%, riso +4,6%. Per altri prodotti gli aumenti sono addirittura a due cifre: il cioccolato sale del +10,2%, il caffè del +21,1%, il cacao del +21,8%. A questi livelli di inflazione per fare la spesa alimentare una famiglia con due figli spende oggi in media 250 euro in più rispetto al 2024, per un aggravio complessivo da circa 4,5 miliardi di euro sulle tasche della collettività».

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