Istat: nel 2022 un quarto della popolazione a rischio povertà o esclusione sociale (foto Pixabay)
Istat: nel 2022 un quarto della popolazione a rischio povertà o esclusione sociale
L’Istat presenta il report sul reddito e sulle condizioni delle famiglie, relativo agli anni 2021-2022: il 4,5% della popolazione si trova in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale e il 20,1% della popolazione è a rischio di povertà
Nel 2022 quasi un quarto della popolazione (24,4%, circa 14 milioni 304mila persone) è a rischio di povertà o esclusione sociale (era il 25,2% nel 2021). In particolare, il 4,5% della popolazione (circa 2 milioni e 613mila individui) si trova in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale e il 20,1% della popolazione è a rischio di povertà (circa 11 milioni e 800mila individui).
È il quadro presentato da Istat nel suo report sul reddito e sulle condizioni delle famiglie, relativo agli anni 2021-2022.
Per quanto riguarda i redditi delle famiglie, secondo le stime Istat nel 2021 il reddito medio delle famiglie (33.798 euro) è tornato a crescere sia in termini nominali (+3%) sia in termini reali (+1%). Ma, nello stesso anno, il reddito totale delle famiglie più abbienti è 5,6 volte quello delle famiglie più povere (rapporto sostanzialmente stabile rispetto al 2020). “Tale valore – sottolinea l’Istat – sarebbe stato più alto (6,4) in assenza di interventi di sostegno alle famiglie”.

Il rischio povertà aumenta in Puglia, Sardegna e Calabria
Rispetto al 2021, quindi, vi è una riduzione delle condizioni di grave disagio (4,5%, la quota era del 5,9% nel 2021) – spiega l’Istat. – In particolare, la riduzione della percentuale di popolazione in condizione di grave deprivazione materiale e sociale è marcata al Nord-ovest e al Centro.
Nel 2022 – si legge nel rapporto – la riduzione della popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale interessa tutte le aree, ad eccezione del Mezzogiorno, che rimane l’area del paese con la percentuale più alta di individui a rischio (40,6%, come nel 2021). A livello regionale, il rischio aumenta in Puglia, Sardegna e Calabria, con particolare riguardo alla bassa intensità di lavoro e alla grave deprivazione. Migliorano, invece, la Campania e la Sicilia.
Nel 2022, inoltre, l’incidenza del rischio di povertà o esclusione sociale si riduce (ma resta comunque elevato) per gli individui che vivono in famiglie con cinque o più componenti (31,2% rispetto al 40,7% del 2021) e per le famiglie con tre o più figli (32,7% rispetto al 42,4% del 2021). Il rischio si riduce anche per le persone sole in età da lavoro con meno di 65 anni (29,5% rispetto al 34,1% del 2021) mentre peggiora per le coppie senza figli con persona di riferimento ultra 65enne (15,9% e 12,8% nel 2021).

