Mobilità e riduzione delle emissioni, Italia ancora lontana dagli obiettivi. Il bilancio di Clean Cities

Mobilità e riduzione delle emissioni, Italia ancora lontana dagli obiettivi. Il bilancio di Clean Cities (foto Pixabay)

Mobilità e riduzione delle emissioni, Italia ancora lontana dagli obiettivi. Il bilancio di Clean Cities

In Italia il trasporto pubblico è insufficiente e vi sono poche alternative adeguate: le città più in ritardo sono Avellino, Palermo, Prato, Perugia, Catania e Napoli. Ma 1 cittadino su 4 è pronto ad abbandonare l’auto privata per i mezzi pubblici, se comodi e puntuali

Le città italiane sono ancora lontane dagli obiettivi di mobilità, riduzione delle emissioni e sicurezza fissati al 2030; il trasporto pubblico è insufficiente e le alternative adeguate sono carenti. Questo è quanto emerso, in sintesi, dal bilancio finale di Clean Cities, la campagna itinerante di Legambiente.

Il tour nazionale, svoltosi nell’ambito della Clean Cities Campaign, ha visitato 18 capoluoghi italiani (Avellino, Bari, Bergamo, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Perugia, Prato, Frosinone, Roma, Torino, Trieste; ai quali si aggiunge la tappa spin off di Taranto), con l’obiettivo di misurare la distanza tra le attuali politiche di mobilità e quelle necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati al 2030.

Clean Cities, criticità e differenze territoriali

Secondo l’analisi dell’associazione ambientalista, tutte le città monitorate superano i futuri limiti di legge per la qualità dell’aria e presentano ritardi rispetto agli indici di sicurezza e all’implementazione di servizi e infrastrutture di mobilità sostenibile. Tuttavia, ci sono notevoli differenze territoriali. Per esempio, Catania, Perugia, Avellino e Roma hanno i tassi di motorizzazione più elevati, mentre solo Milano e Genova si avvicinano al limite UE di 35 auto ogni 100 abitanti.

Troppe città, inoltre, hanno registrato un numero elevato di feriti e morti in incidenti stradali superiore alla media nazionale e sono lontane dagli obiettivi di dimezzamento delle vittime della strada al 2030 stabilito dal Piano Nazionale Sicurezza Stradale. E spesso – prosegue Legambiente – presentano una scarsa offerta di trasporto pubblico e mancano di alternative adeguate, come i mezzi in sharing. Una tendenza registrata soprattutto ad Avellino, Palermo, Prato, Perugia, Pescara, Catania e Napoli.

Mentre, per quanto riguarda l’estensione della rete stradale a velocità ridotta (30 km/h), in generale si è molto lontani dagli obiettivi indicativi che Legambiente propone al 2030, pari all’80% delle strade urbane.

 

trasporto pubblico
Trasporto pubblico (Foto Pixabay)

 

Le abitudini di mobilità in Italia

Nell’ambito della Clean Cities Campaign, inoltre, un sondaggio Ipsos-LegambienteTipi mobili nelle città italiane“, promosso in collaborazione con Unrae, ha analizzato le abitudini di mobilità su scala nazionale, con un focus sulle grandi città di Roma, Napoli, Firenze, Milano e Torino.

Dai risultati emerge, in sintesi, che i comportamenti degli italiani riguardo alla mobilità sono molto variegati e segmentati, e ognuno di essi richiede una risposta diversa. In particolare, una fetta consistente del campione nazionale, il 23%, è rappresentato dagli “aperti al pubblico”, ossia da coloro che userebbero di più i mezzi pubblici e condivisi a fronte di un potenziamento dei servizi e una diminuzione dei costi. A Milano sono il 25%, a Napoli il 24%, a Torino il 23%, a Firenze 18%, a Roma il 16%.

Il 19% del campione nazionale, invece, è rappresentato dagli “obbligati ma insoddisfatti“, che preferiscono camminare o andare in bicicletta perché conviene. Sono disposti a rinunciare del tutto all’auto di proprietà, a fronte di una maggiore sicurezza stradale e un potenziamento dei servizi sharing. Questo gruppo, in particolare, è cresciuto dopo il lockdown e vive soprattutto nelle grandi città, come Roma (27%) e Torino (25%), seguita da Napoli (22%) e Milano (22%) e Firenze (19%).

“I dati emersi dalla campagna e dal sondaggio sono chiari: i cittadini sono disposti a cambiare il loro modo di muoversi, ma il trasporto pubblico in Italia è molto al di sotto della media europea, con soltanto un quarto delle metropolitane, treni veloci, linee tranviarie e autobus elettrici rispetto agli altri Paesi – commenta Andrea Poggio, responsabile mobilità di Legambiente. – Per rendere le città veramente sostenibili e inclusive, occorre adottare politiche che rendano i quartieri e le città più accessibili in bici e con mezzi elettrici condivisi”.

Tra coloro che si muovono tanto (oltre un’ora al giorno in viaggio), nelle periferie e nei piccoli centri prevalgono gli “Irriducibili individualisti – mai fermi ma incollati al volante” (14% del campione), che a Milano si dimezzano in favore degli “attenti per scelta – multimobili e multimodali”, ovvero chi usa in modo prevalente bici, metropolitana e i servizi di sharing (il 13% dei milanesi).


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