Pronti per il 55%, il Parlamento UE approva cinque nuove leggi per il clima (foto Pixabay)
Pronti per il 55%, il Parlamento UE approva cinque nuove leggi per il clima
Il Parlamento Europeo ha adottato la riforma del sistema di scambio di quote di emissione, che includerà il trasporto aereo e marittimo, il meccanismo di adeguamento alle frontiere e il Fondo sociale per il clima
Il Parlamento Europeo ha approvato in via definitiva cinque nuove leggi, che fanno parte del pacchetto “Pronti per il 55% entro il 2030”, la strategia dell’UE per ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, secondo quanto previsto dalla Legge europea sul clima.
I testi dovranno essere approvati formalmente anche dal Consiglio. Successivamente saranno pubblicati sulla Gazzetta ufficiale dell’UE ed entreranno in vigore 20 giorni dopo.
Pronti per il 55%, le nuove leggi approvate dal Parlamento UE
Il primo provvedimento riguarda la riforma del sistema di scambio di quote di emissione (ETS), che prevede riduzioni in emissioni, nei settori coperti dall’ETS, pari al 62% rispetto ai livelli del 2005, entro il 2030. Prevede anche la graduale eliminazione delle quote gratuite per le imprese fra il 2026 e il 2034. Verrà creato, inoltre, un nuovo sistema ETS II per i carburanti per trasporto su strada e per gli edifici, per determinare il prezzo delle emissioni anche in questi settori dal 2027 (o dal 2028 se i prezzi dell’energia saranno eccezionalmente elevati).
Il Parlamento, inoltre, ha adottato per la prima volta l’inclusione nel sistema ETS delle emissioni di gas serra prodotte dal settore marittimo e la revisione del sistema di scambio di quote di emissioni per il trasporto aereo. Ciò – spiega il Parlamento UE in una nota – consentirà di eliminare gradualmente le quote gratuite per il settore dell’aviazione entro il 2026, promuovendo così l’uso di combustibili sostenibili.
Tra le norme approvate, anche quelle che disciplinano il nuovo Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere, che include ferro, acciaio, cemento, alluminio, fertilizzanti, elettricità, idrogeno ed emissioni indirette in determinate condizioni. La normativa imporrà alle aziende importatrici nell’UE di prodotti coperti dal sistema ETS di comunicare la quantità di emissioni contenute nelle merci alla frontiera, per poi acquistare certificati di carbonio corrispondenti al prezzo che avrebbero pagato per produrre i beni all’interno dell’UE.
Il Fondo sociale per il clima
Approvato anche il Fondo sociale per il clima dell’UE (SCF) nel 2026, per garantire una transizione climatica equa e socialmente inclusiva. Ne beneficeranno le famiglie vulnerabili, le microimprese e gli utenti dei trasporti particolarmente colpiti dalla povertà energetica.
Non appena sarà pienamente operativo – spiega il Parlamento UE – il Fondo sociale per il clima sarà finanziato dai ricavi della messa all’asta delle quote di ETS II fino a un importo di 65 miliardi di euro, con un ulteriore 25% coperto da risorse nazionali (pari a un totale stimato di 86,7 miliardi di euro).

