Rincari carburanti, Antitrust chieste informazioni alle principali compagnie petrolifere
Rincari carburanti, Antitrust chiede informazioni alle principali compagnie petrolifere
A seguito dell’aumento dei prezzi dei carburanti e delle denunce ricevute, l’Antitrust ha deciso di inviare richieste dettagliate di informazioni alle maggiori compagnie petrolifere. Soddisfatte le Associazioni dei Consumatori
I rincari sui prezzi dei carburanti finiscono nel mirino dell’Antitrust. L’Autorità, infatti, a seguito dello straordinario aumento dei prezzi della benzina e del gasolio che si è registrato negli ultimi giorni, nonché delle numerose denunce ricevute, ha notificato oggi richieste dettagliate di informazioni alle maggiori compagnie petrolifere, con il supporto della Guardia di Finanza.
“L’obiettivo – si legge nella nota dell’Antitrust – è quello di approfondire le ragioni di tali aumenti e, nel caso, valutare la sussistenza di spazi per un possibile intervento, circoscritto soltanto all’ipotesi di un’eventuale violazione delle norme in materia di abuso di posizione dominante o di intese restrittive della concorrenza”.
Carburanti, Consumatori: bene l’intervento dell’Antitrust
Una notizia accolta con soddisfazione dalle associazioni dei consumatori, che proprio pochi giorni fa avevano richiesto l’intervento dell’Autorità e della Guardia di Finanza per verificare eventuali speculazioni.
“Nel nostro esposto – spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – evidenziavamo come si trattava di una pratica commerciale scorretta approfittarsi della paura dell’escalation di un conflitto e di ulteriori rialzi dei prezzi per condizionare indebitamente il comportamento economico dei consumatori, inducendoli ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbero altrimenti preso, quella appunto di rifornirsi anche da chi aveva praticato rialzi anomali”.
“Inoltre – prosegue – abbiamo chiesto di verificare se vi erano stati comportamenti collusivi e intese restrittive della concorrenza lungo la filiera, volte ad accordarsi e coordinare i propri comportamenti sul mercato, violando la normativa sulla concorrenza. In particolare se più imprese avevano fissato congiuntamente i prezzi. Ora le indagini si chiudano al più presto per bloccare queste inaccettabili speculazioni”.

Il Codacons, intanto, è pronto a una maxi-class action. “Se saranno accertati illeciti e speculazioni che hanno determinato rialzi dei prezzi alla pompa – afferma il presidente Carlo Rienzi – il Codacons si farà promotore di una maxi-class action contro i responsabili per conto di milioni di consumatori e imprese danneggiati dal caro-benzina”.
Assoutenti: il Governo imponga prezzi amministrati
Anche Assoutenti esprime soddisfazione per la decisione dell’Antitrust, ma chiede anche un intervento del Governo “per bloccare le speculazioni “legali” sui prezzi”.
“Grazie al faro dell’Antitrust sarà possibile verificare se l’abnorme crescita dei listini alla pompa sia stata “dopata” da speculazioni illegali nei vari passaggi della filiera – afferma il presidente Furio Truzzi – I rincari di benzina e gasolio delle ultime settimane non appaiono giustificati né dalle quotazioni internazionali del petrolio, né da riduzioni delle forniture legate alla guerra in Ucraina, e costano oltre 900 euro a famiglia in più solo per i maggiori costi di rifornimento rispetto al 2021”.
“Tuttavia indagini di questo tipo non bastano, e occorre intervenire in fretta sulle speculazioni “legali” legate ai prezzi di benzina ed energia e ammesse dal mercato – prosegue Truzzi – Per tale motivo chiediamo al Governo di imporre da subito tariffe amministrate per carburanti, luce e gas, unica possibilità per tutelare concretamente famiglie e imprese da quotazioni sui mercati che salgono repentinamente anche in assenza di illeciti”.

