Risparmio Energetico: 1 italiano su 3 pensa di adottare comportamenti sostenibili, ma in realtà non lo sono (Foto di Tom da Pixabay)
Risparmio Energetico: 1 italiano su 3 pensa di adottare comportamenti sostenibili, ma in realtà non lo sono
Secondo la Fondazione per la Sostenibilità Digitale, l’adozione dei servizi digitali per la riduzione dei consumi energetici in Italia è ancora troppo bassa. L’indagine in vista della Giornata Nazionale del Risparmio Energetico
In occasione della Giornata Nazionale del Risparmio Energetico del 16 febbraio, l’Osservatorio della Fondazione per la Sostenibilità Digitale mette a disposizione i risultati della ricerca “Sustainable Environment 2024: il rapporto degli italiani tra digitale, energia e ambiente”.
“Il digitale è uno dei migliori strumenti che abbiamo a disposizione per gestire le complesse sfide poste dal cambiamento climatico – ha affermato Stefano Epifani, Presidente della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. – Dai dati raccolti nel 2024 dall’Osservatorio emerge come solo un italiano su tre sia in grado di capire realmente le conseguenze pratiche delle proprie convinzioni. Ciò significa che spesso ci riteniamo “sostenibili”, ma nei fatti non lo siamo. E, per completare il quadro, ben un italiano su quattro è convinto che inquinamento e cambiamento climatico siano temi importanti, ma che abbiamo tutto il tempo di affrontare”.
Giornata del Risparmio Energetico, i dati della ricerca
La ricerca analizza le opinioni dei cittadini italiani residenti nei grandi centri urbani italiani e di quelli residenti nei piccoli comuni sotto i 3000 abitanti rispetto all’opportunità, abilitata dalla tecnologia, di gestire da remoto alcuni aspetti del proprio quotidiano e della propria casa (smart home), in relazione ai benefici che tale possibilità sarebbe in grado di generare sui consumi energetici e quindi sull’ambiente.
In particolare, l’indagine evidenzia come l’81% degli intervistati ritenga che i servizi digitali abbiano un impatto positivo sui consumi energetici, con una relativa uniformità tra i grandi e i piccoli centri e con una maggiore consapevolezza tra i giovanissimi (16-24 anni) residenti nei grandi contesti urbani. La possibilità di controllare, attraverso la tecnologia, elementi della casa come il riscaldamento, l’illuminazione o gli elettrodomestici, non ha impatti solo sui consumi, ma solleva questioni di privacy, soprattutto tra coloro che abitano nelle grandi città italiane. Nei piccoli centri, invece, vi è una visione leggermente meno attenta al valore della privacy, essendo questi cittadini più propensi a condividere informazioni private, se ritenute utili per il servizio.
Altrettanto significativa è la percentuale di cittadini, il 73%, che vede le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale applicate all’automazione domestica (smart home), utili al miglioramento dei consumi, con impatti positivi sull’ambiente e sull’abitabilità delle case da parte di persone con disabilità (l’81% dei residenti nei grandi centri e il 75% dei residenti nei piccoli centri) e di anziani (il 69% dei residenti nei piccoli centri e il 64% di quelli residenti nelle grandi città).
Quali sono gli strumenti digitali più utilizzati?
L’indagine analizza anche l’utilizzo degli strumenti digitali e l’impatto sui consumi energetici.
Smart Meter: si tratta di sistemi di controllo dei consumi energetici domestici che possono effettuare un monitoraggio puntuale dei consumi. “A sfruttarne appieno i vantaggi e comprenderne il valore – spiega l’Osservatorio – è solamente il 6% degli italiani residenti nei grandi centri e l’1% dei residenti nei piccoli centri. Significativo poi che il 29% dei cittadini residenti nei piccoli centri e il 27% di quelli dei grandi centri ritenga che questa tecnologia abbia un impatto limitato o nullo sull’ottimizzazione dei consumi. Un dato abbastanza simile a quello dello scorso anno, dove a ritenere che gli smart meter non fossero in grado di abilitare una significativa ottimizzazione dei consumi energetici era quasi un italiano su quattro”.
Impianti di riscaldamento e climatizzazione programmabili da remoto: ad utilizzarli è il 12% delle persone residenti nei grandi centri e solo il 4% di coloro che abitano i centri più piccoli. Nei grandi centri, il 18% delle persone dichiara di non conoscere questi impianti, mentre nel caso dei piccoli centri questa percentuale è molto più alta, 42%. Prendendo invece in considerazione gli impianti di riscaldamento “intelligenti”, cioè che imparano sulla base delle abitudini degli abitanti, secondo i risultati della ricerca aumenta la percentuale di coloro che non conoscono questa tipologia d’impianti, ovvero il 31% dei residenti nei grandi centri e il 48% di quelli residenti nei piccoli centri. Di conseguenza, sono in percentuale inferiore coloro che ne fanno uso sia nei grandi centri, il 7%, sia nei piccoli centri, il 2%.
Gli elettrodomestici intelligenti (ad esempio lavatrici che riconoscono automaticamente il peso del carico e regolano il programma) nei grandi centri sono utilizzati con regolarità o più raramente dal 16% della popolazione, e nei piccoli centri dal 4% dei residenti. Un dato in controtendenza e in diminuzione rispetto alle rilevazioni del 2023, dove la media degli italiani che utilizzava elettrodomestici intelligenti era di un cittadino su 4. In generale, questi non sono conosciuti dal 33% della popolazione intervistata, e non vengono utilizzati dal 41% della restante popolazione.
Dati analoghi sono stati rilevati per gli elettrodomestici connessi in rete (ad esempio per funzioni di telecontrollo o controllo tramite Alexa o Google Home), non conosciuti dal 27% degli intervistati, mentre il 43% ne ha conoscenza ma non li utilizza.

