Vendite al dettaglio, ancora volumi in calo per gli alimentari (Foto Pixabay)
Vendite al dettaglio, ancora volumi in calo per gli alimentari
A luglio le vendite al dettaglio dei beni alimentari aumentano del 2,9% in valore ma diminuiscono dello 0,8% in volume su base annua. Consumatori: si spende di più ma si compra (e si mangia) di meno
Le vendite al dettaglio sono sostanzialmente ferme su base annuale. Aumentano in valore ma diminuiscono in volume, soprattutto per l’andamento delle vendite dei beni alimentari.
La tendenza delle vendite al dettaglio
Secondo i dati diffusi oggi dall’Istat, a luglio 2025 le vendite al dettaglio sono invariate in valore rispetto al mese di giugno, mentre il volume è in lieve calo (-0,2%). Le vendite dei beni alimentari sono in diminuzione (-0,4% in valore e -0,9% in volume), invece quelle dei beni non alimentari aumentano sia in valore sia in volume (+0,3%).
Nel confronto annuale, a luglio 2025 rispetto a luglio 2024 le vendite al dettaglio aumentano dell’1,8% in valore e sono stazionarie in volume. In particolare, le vendite dei beni alimentari aumentano in valore (+2,9%) e diminuiscono in volume (-0,8%), mentre quelle dei beni non alimentari sono in crescita in valore e in volume (rispettivamente +1,0% e +0,5%).
Per quanto riguarda i beni non alimentari, l’aumento maggiore riguarda i Prodotti di profumeria, cura della persona (+3,7%) mentre il calo più consistente si osserva per Elettrodomestici, radio, tv e registratori (-3,1%).
“Sempre in termini tendenziali, a luglio sono in aumento le vendite per tutte le forme distributive, con una crescita maggiore per la grande distribuzione e il commercio online”, spiega l’Istat. Rispetto a luglio 2024, infatti, il valore delle vendite al dettaglio è in aumento per tutti i canali di vendita: la grande distribuzione (+2,8%), le imprese operanti su piccole superfici (+0,6%), le vendite fuori dai negozi (+0,9%) e il commercio elettronico (+2,9%). I discount di alimentari continuano a crescere a un ritmo maggiore: +4%.
Si spende di più ma si compra di meno
Prosegue la tendenza negativa delle vendite al dettaglio, commenta il Codacons. “I dati dell’Istat dimostrano in modo inequivocabile come i rincari dei prezzi che si stanno registrando nell’ultimo periodo in alcuni comparti chiave impattino sulle famiglie e sulle loro abitudini, portandoli a tagliare la spesa ma al tempo stesso a spendere di più: non a caso nei primi sette mesi del 2025 a fronte di una crescita in valore del +0,8%, il volume delle vendite cala nella stessa misura, registrando un -0,8% – spiega il Codacons – Il vero allarme, tuttavia, è alle porte: in autunno, tra rincari dei prezzi, spese obbligate per la scuola e gli attesi rialzi delle bollette energetiche, gli italiani potrebbero essere spinti a ridurre ulteriormente i consumi, con effetti negativi diretti sull’economia nazionale”.
Il Paese è fermo, analizza l’Unione Nazionale Consumatori che sottolinea il calo in volume delle vendite dei beni alimentari: meno 0,9% su giugno 2025, meno 0,8% su luglio 2024.
«Insomma, gli italiani continuano a spendere di più per mangiare sempre meno – commenta il presidente UNC Massimiliano Dona – Se si traduce in euro il dato dei volumi consumati su luglio 2024, le spese alimentari per una famiglia media scendono su base annua di 51 euro a prezzi del 2024. Una coppia con 2 figli acquista 73 euro in meno di cibo».
Sulle vendite al dettaglio pesa la crisi delle materie prime e il rialzo dei prezzi dei prodotti alimentari di largo consumo, spiega Assoutenti. I consumatori sono costretti a cambiare abitudini e a ridurre la spesa.
«Sul fronte dei beni alimentari il trend continua ad essere negativo – spiega il presidente Assoutenti Gabriele Melluso – Nei primi sette mesi dell’anno si assiste infatti ad una riduzione dei volumi del -0,8% equivalente, al netto dell’inflazione, ad un taglio di spesa per l’acquisto di cibi e bevande da complessivi 1,3 miliardi di euro all’anno. Si compra di meno ma si spende di più, considerando che nello stesso periodo il valore delle vendite alimentari sale del +2,1% rispetto allo stesso periodo del 2024».

