Rapporto Bio Bank: l’Italia conferma il suo ruolo nello scenario europeo
Secondo quanto emerso dalla diciottesima edizione del Rapporto Bio Bank il biologico continua a crescere, trainato dalla domanda e dal riconoscimento del suo valore
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Il biologico continua a crescere, trainato dalla solidità della domanda e dal riconoscimento del suo valore lungo la filiera: è quanto emerso dalla diciottesima edizione del Rapporto Bio Bank.
In particolare si conferma il ruolo dell’Italia nello scenario europeo. Su 41 Paesi l’Italia si conferma al primo posto per numero di produttori agricoli (87.000) e per numero di aziende di trasformazione (oltre 24.000). L’Italia è in prima posizione anche per l’export – si legge nel Rapporto – con un giro d’affari di 3,9 miliardi di euro. Inoltre è di nuovo fra i primi tre Paesi europei per l’agricoltura biodinamica per numero di operatori certificati e superfici coltivate, dopo Germania e Francia, e risulta in terza posizione per le superfici agricole con 2,5 milioni di ettari.
Secondo i dati del rapporto, nel 2024 il mercato bio italiano ha raggiunto 10,4 miliardi di euro, di cui 2,5 miliardi di euro nel canale retail, mentre il mercato alimentare retail nel suo complesso cresce dell’1,5% a valore, con un’inflazione dell’1% e cala dell’1% a volume. Più moderata la crescita dei consumi fuori casa.
Biologico in Italia, il trend di 3200 attività
Il Rapporto Bio Bank ha censito in Italia circa 3200 attività nel settore bio. L’analisi ha evidenziato una “riconfigurazione interna del settore”: negozi -3,2%, ristoranti -2,7%, profumerie -1,7%, e-commerce di cosmesi -1,4%.
Risultano stabili gli e-commerce di alimenti, con +0,5%, mentre emerge un calo importante per le aziende di cosmesi e detergenza (-8,2%). Qui – sottolinea il Rapporto – “avanza il fenomeno delle decertificazione per l’assenza di una normativa europea, l’eccesso di burocrazia e costi, oltre alla pressione del greenwashing”.
Regioni leader per numero assoluto di attività bio in Italia sono Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Restano leader per densità Trentino-Alto Adige, Marche ed Emilia-Romagna.
