Produzione suinicola Dop, Essere Animali: gravi violenze in un allevamento di scrofe in gabbia
Essere Animali diffonde immagini che mostrano violenze gratuite documentate da un ex dipendente di un allevamento per la produzione DOP in Veneto, che utilizza le gabbie
Produzione suinicola Dop, Essere Animali: gravi violenze in un allevamento di scrofe in gabbia (foto Essere Animali)
Essere Animali ha diffuso immagini inedite provenienti da un grande allevamento veneto di scrofe in gabbia e suinetti destinati alla produzione DOP italiana.
Il video, narrato da Selvaggia Lucarelli, girato nello stabilimento situato nella provincia di Treviso mostra gravi violenze nei confronti degli animali da parte dell’allevatore e di altri operai, dolorose mutilazioni per i suinetti maschi, alta mortalità (testimoniata dalla presenza nelle gabbie parto di centinaia di cuccioli senza vita), l’utilizzo massiccio di farmaci, decine di carcasse abbandonate all’esterno dell’allevamento e gabbie parto fatiscenti e pericolose per gli animali.
Le immagini shock, consegnate all’associazione da un ex dipendente dell’azienda, risalgono a dicembre 2022.
Essere Animali: anche un prodotto DOP può provenire da un allevamento in gabbia
L’allevamento presenta inoltre condizioni igieniche pessime e diversi problemi strutturali pericolosi per gli animali. In particolare, le pareti divisorie tra le varie gabbie parto sono in legno compensato, completamente rotte ai bordi e piene di schegge che entrano a contatto diretto con i suinetti appena nati. Anche le sbarre delle gabbie parto sono spesso corrose dalla ruggine, con superfici pericolose e taglienti a contatto con la scrofa e i cuccioli.
Inoltre non sono presenti arricchimenti ambientali o lettiera all’interno delle gabbie parto, fatto che impedisce alle scrofe di costruire il nido e accudire i propri piccoli. E, secondo le evidenze raccolte dall’ex dipendente, i sistemi anti schiacciamento dei piccoli nelle gabbie parto sono rotti e in disuso ormai da diverso tempo, favorendo le uccisioni accidentali dei suinetti da parte della madre.
I video mostrano infine un utilizzo massiccio di farmaci e di antibiotici ad ampio spettro come l’amoxicillina, generalmente utilizzata per i trattamenti di gruppo, una pratica, quest’ultima, vietata dal Regolamento (UE) 2019/6 perché tra le principali cause che favoriscono l’antibiotico-resistenza, una minaccia anche per la salute umana – ricorda Essere Animali -. Un ulteriore rischio sanitario è quello che deriva dall’abbandono da parte degli operai delle carcasse dei suinetti all’esterno dell’allevamento, lasciando che gli animali rimangano esposti agli agenti atmosferici e accessibili agli animali selvatici.
“Quando i consumatori trovano la denominazione DOP sull’etichetta dei prodotti che acquistano sono spinti a credere che questa sia una garanzia di qualità e, nel caso dei prodotti animali, di pratiche di allevamento rispettose del benessere animale. Eppure, come mostrano le immagini, questo non è assolutamente vero. Se il disciplinare non lo vieta espressamente, anche un prodotto etichettato come DOP può provenire da allevamenti in gabbia, un metodo di allevamento che i consumatori rifiutano e che la scienza di dice che va abbandonato il prima possibile”, dichiara Chiara Caprio, responsabile relazioni istituzionali di Essere Animali.
La proposta di legge d’iniziativa popolare contro le gabbie
Il 12 marzo scorso – ricorda l’Organizzazione – Essere Animali ha depositato una proposta di legge d’iniziativa popolare per introdurre a livello nazionale il divieto dell’utilizzo di gabbie per tutte le specie allevate. La proposta è parte della campagna Gabbie Vuote e ha già ricevuto il supporto di oltre 32 mila persone che hanno firmato sulla pagina dedicata del Ministero della Giustizia.
“Nel 2021, la Commissione Europea aveva ufficialmente accolto l’Iniziativa dei Cittadini Europei “End the Cage Age”, firmata da oltre 1,4 milioni di cittadini e sostenuta da più di 170 organizzazioni, tra cui Essere Animali, impegnandosi a presentare entro il 2023 una proposta per eliminare gradualmente l’allevamento in gabbia. Ma questa promessa, ad oggi, non è stata mantenuta tradendo le aspettative di milioni di persone – afferma Caprio. – Intanto in Europa, diversi Paesi hanno già introdotto divieti o forti limitazioni all’uso delle gabbie negli allevamenti intensivi. Nel caso delle scrofe, il divieto all’allevamento in gabbia è già realtà in Svezia e a breve seguiranno Danimarca, Austria, Finlandia, Germania e Paesi Bassi, che hanno già legiferato in tal senso e completeranno la transizione entro il 2035-40″.
“Non ci sono ragioni per cui l’Italia non possa fare lo stesso, non solo per le 600 mila scrofe allevate oggi sul territorio nazionale, ma per tutti i 40 milioni di animali che ancora oggi vivono rinchiusi in piccole gabbie per tutta o gran parte della loro vita. Oltre 9 italiani su 10 sono favorevoli a questo divieto, è tempo che la politica ascolti le loro richieste”, conclude.
