Relazione Agcom, Adoc: su telemarketing serve un protocollo condiviso con i Consumatori

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L’Agcom ha presentato la sua Relazione annuale. Per l’Adoc bene l’intervento in materia di telemarketing selvaggio, “ma la privacy dei cittadini è ancora sotto attacco”

Relazione Agcom, Adoc: su telemarketing serve un protocollo condiviso con i Consumatori

Relazione Agcom, Adoc: su telemarketing serve un protocollo condiviso con i Consumatori (foto Pixabay)

L’Adoc esprime apprezzamento per la relazione annuale presentata dal Presidente dell’Agcom, Giacomo Lasorella, che riafferma il “ruolo cruciale dell’Autorità come regolatore indipendente”. Un ruolo che secondo l’associazione è “fondamentale soprattutto in questa fase, caratterizzata da un massiccio sviluppo della tecnologia nella comunicazione e nella pubblicità commerciale“.

Sicurezza delle comunicazioni e tutela degli utenti

Uno degli interventi dell’Agcom ha riguardato, infatti, la sicurezza delle comunicazioni e la tutela degli utenti, con particolare riguardo alla questione relativa alla “contraffazione del numero chiamante, al fine di impedire di identificare correttamente l’origine della chiamata (c.d. CLI – calling line identification – spoofing)”.

“Oltre ad approvare un aggiornamento del Piano nazionale di numerazione, con l’obiettivo di rendere più trasparenti le comunicazioni e contrastare pratiche commerciali aggressive – ha spiegato Lasorella – l’Autorità ha introdotto specifiche misure tecniche per bloccare le chiamate provenienti dall’estero che mostrano in modo illecito un numero italiano“.

Secondo quanto dichiarato dal presidente dell’Agcom “il monitoraggio avviato sulla base dei dati forniti dagli operatori ha evidenziato risultati significativi: tra il 19 novembre e il 31 dicembre 2025 sono state bloccate oltre 90 milioni di chiamate dall’estero con numero mobile italiano e più di 30 milioni di chiamate con numero fisso italiano o comunque anomalo“.

L’Adoc riconosce “l’importante lavoro svolto da Agcom grazie a specifiche misure tecniche per contrastare le pratiche commerciali scorrette e aggressive. Tuttavia – sottolinea l’associazione – le telefonate moleste continuano a invadere quotidianamente la privacy di migliaia di cittadini. C’è ancora molto da fare. Come Adoc ci siamo battuti strenuamente affinché il DDL Concorrenza mettesse un freno definitivo al telemarketing selvaggio, estendendo i divieti a tutti i settori merceologici, e siamo fiduciosi che questo obiettivo possa essere finalmente raggiunto”.

A tal proposito  l’Adoc propone all’Autorità “un’azione sinergica e maggiormente condivisa tra l’AGCOM e le Associazioni dei Consumatori, individuando percorsi privilegiati affinché l’azione di denuncia e segnalazione proveniente da chi rappresenta gli unici interessi dei consumatori possa tradursi in interventi immediati e, a tal fine, propone di siglare un Protocollo d’Intesa volto a rafforzare un’azione congiunta, tempestiva ed efficace contro il telemarketing selvaggio”.

Internet, piattaforme digitali e social network

Per quanto riguarda il settore delle piattaforme digitali, l’Autorità ha proseguito nella sua attività di coordinatore nazionale dei servizi digitali, incaricato di assicurare una piena applicazione delle previsioni del Digital Services Act (DSA) anche in collaborazione con la Commissione europea e gli altri Digital Services Coordinator nazionali.

Nel 2025 – ha riferito Lasorella – “l’Autorità ha ricevuto circa 170 reclami afferenti a presunte violazioni del DSA e prevalentemente aventi ad oggetto misure asseritamente sproporzionate adottate dalle piattaforme rispetto ai diritti e agli interessi legittimi del segnalante, mancata o non adeguata comunicazione delle motivazioni, difficoltà ad accedere al sistema interno di gestione dei reclami, inottemperanza della piattaforma alle decisioni assunte dagli organismi preposti in sede di risoluzione extragiudiziale delle controversie”.

In tutti i casi “i reclami hanno riguardato piattaforme con sede di stabilimento al di fuori dell’Italia. Pertanto l’Autorità, in qualità di DSC di destinazione, ha svolto una valutazione dei reclami ricevuti e, ricorrendone i presupposti, ha inoltrato i reclami al DSC di stabilimento competente, corredandoli con un parere preliminare”.

Inoltre, nel luglio 2025 l’Autorità ha anche aggiornato le linee guida sugli influencer, introducendo un Codice di condotta specifico.

“Nel corso del 2026 – ha riferito Lasorella – l’Autorità svolgerà una serie di attività orientate ad assicurare l’applicazione del Codice di condotta e delle linee guida per gli influencer. Al riguardo, sarà curata la gestione operativa dell’elenco degli influencer rilevanti e intensificato il controllo sulle comunicazioni commerciali, con il monitoraggio della pubblicità occulta, delle sponsorizzazioni non dichiarate e dell’uso scorretto dei tool delle piattaforme”.

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