Influencer, Agcom pubblica il Codice di condotta (Foto di George Milton: https://www.pexels.com/it-it/foto/videocamera-fotocamera-smartphone-donne-6953836/)

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) ha pubblicato online la delibera, le Linee guida e il nuovo Codice di condotta per gli influencer, una misura pensata per garantire trasparenza, responsabilità e tutela soprattutto nei confronti dei minori.

Linee guida e codice di condotta si applicano agli influencer rilevanti, coloro che che raggiungono almeno 500 mila follower su almeno una delle piattaforme di social media o condivisione di video utilizzate, o un numero di visualizzazioni medie mensili pari a un milione su almeno una delle piattaforme di social media o di condivisione video utilizzate. Fra i principi chiave: correttezza e imparzialità dell’informazionerispetto della dignità umanalotta ai discorsi d’odiotutela dei minori e trasparenza nella pubblicità, anche attraverso l’adesione al Digital Chart dello IAP (Istituto di autodisciplina pubblicitaria).

Unc: si conferma limite per influencer non rilevanti

«Confermiamo la nostra critica per il distinguo tra influencer rilevanti e non rilevanti – commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona – È ovvio che chi non raggiunge 500mila follower o un milione di visualizzazioni è giusto che non sia tenuto a tutti gli adempimenti di chi opera in modo più strutturato, ma tutti dovrebbero sempre essere trasparenti e corretti, senza se e senza ma».

«Così come nella delibera si impone a chiunque di rispettare gli articoli 41 e 42 del Tusma, ossia del D.lgs. n. 208/2021, non si capisce perché tale obbligo non sia stato esteso anche agli articoli 37 e 38 sulla tutela dei minori o al 43 che stabilisce che le comunicazioni commerciali audiovisive devono essere prontamente riconoscibili come tali e non devono essere occulte, unico articolo a vietare qualsiasi forma di comunicazione commerciale audiovisiva relativa al gioco d’azzardo e unico a prevedere in modo diretto ed esaustivo che è vietata qualsiasi forma di comunicazione commerciale audiovisiva per le sigarette e gli altri prodotti a base di tabacco o contenenti nicotina, comprese quelle per sigarette elettroniche e contenitori di liquido di ricarica, anche se effettuate in forma indiretta, mediante utilizzo di nomi, marchi, simboli», prosegue Dona.

«Si può discutere se sia giusto o meno mantenere un distinguo tra influencer minori e regime delle piattaforme per la condivisione di video, ma non certo rispetto a principi fondamentali, derogando in materia di tutela dei consumatori – conclude Dona – Non si trattava di fare, come scritto nella Delibera, un’automatica e indiscriminata applicazione delle Linee guida e del Codice di condotta a chiunque carichi un video su Internet, ma di garantire almeno un rispetto minimo dei diritti degli utenti, ribadendo ad esempio per tutti il divieto di fare pubblicità occulta di dispositivi che riscaldano il tabacco non dichiarando di aver preso soldi per farla».

Parliamone ;-)