I NAS hanno rilevato 351 violazioni delle misure anti Covid in ristoranti e birrerie

I NAS hanno rilevato 351 violazioni delle misure anti Covid in ristoranti e birrerie

Operazione del Nas contro l’abuso di alcol e fari puntati sui locali della movida. Su oltre 350 controlli fatti in due mesi in pub e discoteche, i Carabinieri hanno scoperto 111 irregolarità. In alcuni casi è stata contestata ai gestori la somministrazione di bevande alcoliche ai minori.

È il bilancio dei controlli fatto dai Nas, in accordo col Ministero della Salute, nell’ambito di campagne di prevenzione sul consumo degli alcolici e operazioni di controllo presso luoghi ad alta frequentazione, con riguardo anche al settore alimentare e alle modalità di erogazione e somministrazione di bevande.

 

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Nel mirino pub, birrerie e discoteche

In particolare i NAS hanno condotto tra gennaio e febbraio 353 verifiche, individuando in 111 casi diverse irregolarità in materia di sicurezza alimentare, carenze igieniche dei locali, violazioni alle normative sugli alcolici e sul divieto di fumare. Tra i reati contestati anche la somministrazione di bevande alcoliche ai minori, anche mediante distributori automatici.

109 gestori sono stati sanzionati per violazioni amministrative, di cui 36 a causa della vendita di alcolici da asporto oltre gli orari consentiti, del mancato possesso di apparecchiature per la misurazione del tasso alcolemico e della mancata esposizione delle tabelle di riferimento della concentrazione alcolimetrica. Inoltre sono state individuate irregolarità in materia di divieto di fumare nei locali e di mancata esposizione di apposita cartellonistica preventiva.

“Il lavoro dei Nas e degli altri Reparti Speciali ha prodotto risultati importanti in termini di prevenzione dell’abuso di alcolici e superalcolici. Abbiamo a cuore i nostri giovani e la loro salute”, ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Le ispezioni hanno determinato la contestazione di sanzioni per un ammontare di 146 mila euro, il sequestro di 640 kg di alimenti e bevande in cattivo stato di conservazione o privi di regolare tracciabilità ed etichettatura, per un valore di 6.000 euro, e la sospensione di 6 attività di preparazione e somministrazione.

 

Il Codacons chiede il “pugno di ferro”

Il Codacons ha accolto positivamente le operazioni svolte dai NAS, chiedendo però maggiori provvedimenti. “Si tratta di una operazione importante, ma non basta – spiega il presidente Carlo Rienzi – Contro la prassi di somministrare o vendere alcolici sia ai minori, sia oltre gli orari consentiti dalla legge, serve il pugno di ferro, con il ritiro della licenza per gli esercenti responsabili di illeciti. Tali comportamenti infatti mettono a serio rischio la sicurezza stradale e alimentano le stragi del sabato sera, quando migliaia di giovani si mettono alla guida dopo aver bevuto alcolici in locali e discoteche”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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