Altroconsumo, liste d'attesa nella sanità: un problema cronico (Foto Pixabay)

Altroconsumo, da tempo preoccupata per la situazione delle liste d’attesa nella sanità, ha intensificato il proprio impegno per aiutare i cittadini a sollecitare le ASL regionali affinché rispettino i tempi previsti dalla legge per le prenotazioni di visite ed esami. Tuttavia, emerge chiaramente la necessità di una soluzione strutturale urgente per garantire il diritto alla salute, attualmente messo a repentaglio.

Una recente inchiesta di Altroconsumo ha evidenziato, infatti, i gravi problemi legati ai lunghi tempi di attesa per la prenotazione di visite ed esami. Questa situazione spinge molti cittadini a rivolgersi al settore privato o, in alcuni casi, a rinunciare alle cure necessarie.

Il decreto-legge sulle liste d’attesa, appena approvato, “non rappresenta ancora una risposta risolutiva e adeguata del problema – afferma Altroconsumo – Infatti, molte delle disposizioni del decreto rispecchiano quanto è già previsto da norme vigenti per i tempi d’attesa, che tuttavia vengono spesso disattese, innanzitutto per la cronica mancanza di risorse”.

Fra le altre cose il decreto istituisce presso l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) la Piattaforma nazionale per le liste d’attesa di cui si avvale il ministero della Salute per conoscere i tempi di attesa delle prestazioni, Regione per Regione; prevede visite diagnostiche e specialistiche anche nel weekend e la creazione di un unico Cup regionale o intraregionale (Fonte: Ansa).

Criticità del decreto e il disegno di legge annunciato

Altroconsumo auspica che le attuali criticità vengano affrontate nel prossimo disegno di legge annunciato, del quale, però, non si conosce ancora il contenuto. Un passaggio fondamentale sarà rappresentato dalla prossima legge di bilancio, che dovrà prevedere risorse adeguate ai fabbisogni reali per evitare che gli interventi restino solo sulla carta. Sarà l’occasione per vedere l’effettiva intenzione e capacità di governo e parlamento nel rispondere concretamente alle legittime richieste dei cittadini nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.

Il commento della FIASO

La Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (FIASO) ha commentato la situazione sottolineando che, nonostante la nascita della piattaforma nazionale di monitoraggio rappresenti un passo avanti indispensabile, non è sufficiente. Giovanni Migliore, Presidente della FIASO, ha ribadito la necessità di lavorare con più determinazione per migliorare l’appropriatezza delle richieste di visite ed esami specialistici.

La FIASO propone l’introduzione di un sistema di codifica del quesito diagnostico, rendendo obbligatorio l’inserimento del codice ICD9 in tutte le ricette. Questo permetterebbe di verificare l’adeguatezza delle richieste alle necessità cliniche e al livello d’urgenza, almeno per le 69 prestazioni più critiche, come radiografie, TAC e risonanze magnetiche. L’adozione di questi codici, a costo zero per la finanza pubblica, consentirebbe di analizzare l’appropriatezza delle prescrizioni e permetterebbe alle ASL di intervenire sui medici prescrittori, migliorando così l’intero processo.

La piattaforma nazionale delle liste d’attesa renderà più evidente l’impegno quotidiano del Servizio Sanitario Nazionale, che già oggi assicura oltre un milione di prestazioni specialistiche al giorno (dati Agenas 2023). Tuttavia, in sanità, nonostante l’aumento dell’offerta di servizi e prestazioni, la domanda tende a saturare immediatamente l’offerta. Per questo, è essenziale incrementare la trasparenza e la fruibilità del sistema attraverso un monitoraggio unico nazionale, dinamico e in tempo reale.

Parliamone ;-)