Ansia e depressione tra i giovani italiani: un allarme post-pandemia (Foto di Pete Linforth da Pixabay)

Ansia e depressione tra i giovani italiani, allarme post-pandemia

Nel pieno della pandemia, il 49,4% dei giovani italiani tra i 18 e i 25 anni ha dichiarato di aver sofferto di ansia e depressione. Questo dato allarmante è emerso dal Rapporto “Generazione post pandemia: bisogni e aspettative dei giovani italiani nel post Covid-19

Nel pieno della pandemia, il 49,4% dei giovani italiani tra i 18 e i 25 anni ha dichiarato di aver sofferto di ansia e depressione. Questo dato allarmante è emerso dal rapporto “Generazione Post Pandemia: bisogni e aspettative dei giovani italiani nel post Covid-19”, elaborato con la collaborazione di Censis e pubblicato a giugno del 2022. L’impatto della crisi sanitaria ha profondamente cambiato la visione del futuro del 62,1% dei giovani intervistati, indicando un bisogno urgente di ascolto per prevenire che il disagio si trasformi in un disturbo cronico.

Il progetto “Mi vedete?” di Lundbeck Italia: ascoltare per intervenire

Per rispondere a questa emergenza, è nato il progetto scuole “Mi vedete?”, un’iniziativa che mira a coinvolgere attivamente studenti, insegnanti, famiglie, esperti e professionisti del territorio. Realizzato grazie alla collaborazione tra Lundbeck Italia, azienda dedicata alle neuroscienze, e Your Business Partner, società di consulenza, il progetto punta a creare un modello di ascolto e intervento tempestivo per i disagi adolescenziali.

Alcuni dati sul disagio giovanile

Secondo Sergio De Filippis, docente di Psichiatria delle Dipendenze all’Università di Roma La Sapienza e consulente scientifico del progetto, il 71% degli studenti intervistati ha riferito di provare disagio, ma solo il 31% dei genitori ne è consapevole. Tutti i docenti riconoscono questa situazione tra gli studenti, segnalando una percezione diversa del problema tra adulti e giovani. Le principali cause del disagio sono attribuite sia alla sfera familiare sia all’ambiente scolastico, con una tendenza degli adulti a incolparsi reciprocamente.

Il rapporto ha anche analizzato situazioni specifiche come l’uso di sostanze, disturbi alimentari e del sonno e il bullismo. Il 54% degli studenti ha segnalato uso di sostanze tra i coetanei, con solo il 15% dei genitori consapevoli di questo fenomeno. Per i disturbi alimentari, il 38% dei ragazzi ha dichiarato di averne sofferto, ma solo il 13% dei genitori ne era a conoscenza. I disturbi del sonno sono presenti nel 63% degli studenti, mentre il bullismo è stato riportato dal 38% dei ragazzi.

Ketty Vaccaro, Responsabile Salute e Welfare Censis, ha sottolineato come la pandemia abbia avuto un impatto maggiore sui giovani rispetto agli adulti, segnalando un’altra epidemia di disturbi psicologici tra gli adolescenti.

La ricerca ha coinvolto oltre 1.800 persone, tra cui più di 1.700 studenti, di tre scuole superiori di secondo grado rappresentative del sistema scolastico italiano, confermando la necessità di un intervento sistemico per il benessere mentale dei giovani: l’obiettivo per il futuro è di estendere questo modello ad altre scuole italiane, promuovendo un’azione congiunta per affrontare efficacemente il disagio giovanile.


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