Apparecchi acustici, i Consumatori denunciano “speculazione e business dell’udito” (Foto SHVETS production per Pexels)

Sugli apparecchi acustici c’è business, per non dire speculazione. È il tenore dei commenti che arrivano dalle associazioni dei consumatori davanti all’ultimo provvedimento dell’Antitrust, che ha acceso un faro sugli apparecchi acustici, ha chiuso l’indagine conoscitiva avviata lo scorso settembre e ha inviato al Parlamento e alle istituzioni una segnalazione per evidenziare criticità in merito alla trasparenza delle offerte al pubblico e delle forniture del Servizio Sanitario Nazionale.

In Italia, afferma l’Antitrust, sono almeno 7 milioni gli italiani che soffrono di problemi di udito e di questi circa 2,5 milioni già utilizzano apparecchi acustici. Ma rispetto ad altri Paesi comparabili il prezzo medio per singolo dispositivo, compreso tra 1.500 e 2.100 euro, “risulta superiore e con minori sostegni pubblici all’acquisto”.

 

Apparecchi acustici, Antitrust chiude indagine e avvia segnalazione al Parlamento (Foto Pixabay)

 

I Consumatori denunciano speculazioni

“Sul fronte degli apparecchi acustici da tempo si assiste in Italia ad un vero e proprio “business dell’udito”, con società che vendono ai cittadini strumenti e servizi a prezzi elevatissimi e condizioni poco trasparenti, tali da rappresentare una possibile forma di speculazione a danno degli utenti che soffrono di problemi all’udito”, commenta a stretto giro il Codacons.

Per l’associazione, l’indagine dell’Antitrust “dimostra come i cittadini italiani siano discriminati rispetto a quelli di altri paesi europei sul fronte degli apparecchi acustici, subendo da un lato prezzi più elevati, dall’altro scarsa trasparenza sulle condizioni contrattuali. Una situazione che si allarga all’intero Servizio Sanitario Nazionale e quindi alla collettività, e che necessita di un intervento urgente di Governo e Parlamento per bloccare qualsiasi speculazione a danno dei soggetti con problemi di udito, a partire da limiti stringenti alla vendita abbinata apparecchi-servizi”.

Dello stesso avviso l’Unione Nazionale Consumatori.

«Dall’indagine dell’Antitrust emerge che in Italia sugli apparecchi acustici c’è una speculazione bella e buona, consentita anche grazie al fatto che il Servizio Sanitario Nazionale in questo campo, così come per le cure odontoiatriche, latita e non è in grado di fornire un livello di assistenza adeguato», afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Per l’associazione, inoltre, i prezzi evidenziati dall’indagine e compresi fra 1500 e 2100 euro, già fra i più cari d’Europa, «non tengono conto del business dell’acquisto a rate che fa lievitare ulteriormente, per non dire esplodere, il costo finale del prodotto».

MDC: serve riforma del mercato degli apparecchi acustici

Il Movimento Difesa del Cittadino riprende alcuni dati dell’indagine Antitrust sul mercato degli apparecchi acustici: l’Italia si posiziona come uno dei maggiori mercati europei, con un fatturato annuale stimato in circa 875 milioni di euro e più di 500.000 unità vendute. Nonostante i circa 6.000 punti vendita che coprono oltre il 90% dei comuni italiani, i consumatori si trovano di fronte a ostacoli che includono prezzi elevati e difficoltà nel reperire informazioni chiare su prezzi e caratteristiche tecniche.

«È imperativo agire ora per ridurre i costi degli apparecchi acustici e migliorare la trasparenza del mercato – commenta il portavoce di MDC Francesco Luongo – Dobbiamo garantire che i consumatori abbiano accesso a tutte le informazioni necessarie per prendere decisioni consapevoli, proteggendoli da pratiche commerciali ingannevoli e favorendo un mercato più giusto e accessibile».

In un contesto che promuova l’importanza della salute uditiva, MDC chiede di attuare una serie di azioni concrete quali dare ai consumatori informazioni chiare e accessibili su caratteristiche tecniche, prezzi e opzioni di rimborso degli apparecchi acustici; sensibilizzare sui diritti dei consumatori e sulle normative che regolamentano vendita e pubblicità degli apparecchi acustici; incoraggiare i fornitori di apparecchi acustici a offrire una maggiore trasparenza e a migliorare le condizioni di vendita.


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