Bevande zuccherate, nel mondo consumo in crescita di quasi il 16% (Foto di Igor Ovsyannykov da Pixabay)

Aumenta il consumo di bevande zuccherate nel mondo. Dal 1990 al 2018, a livello mondiale, l’assunzione di bevande zuccherate (bibite gassate, succhi di frutta, bibite analcoliche) è aumentato di quasi il 16%.

In 28 anni a livello globale c’è stato un aumento di 0,37 porzioni a settimana (più 15,9%). La crescita è stata maggiore dal 1990 al 2005, con un aumento del consumo di più 9,3%, rispetto al periodo seguente (più 6% dal 2005 al 2018) ma con andamenti molto diversi a livello territoriale e con la crescita maggiore nell’Africa Sub-Sahariana, nel quale rappresenta un crescente problema di salute pubblica.

È quanto evidenzia lo studio pubblicato su Nature Communications “Consumo di bevande zuccherate tra gli adulti tra il 1990 e il 2018 in 185 paesi. L’analisi si basa sul Global Dietary Database per gli anni 1990, 2005 e 2018 e ha riscontrato un aumento complessivo del consumo di bevande zuccherate, pur con ampie variazioni regionali.

Bevande zuccherate e rischio per la salute

Le bevande zuccherate sono associate a malattie cardiometaboliche e disuguaglianze sociali.

Lo studio definisce come bevande zuccherate qualsiasi bevanda con zuccheri aggiunti e pari o superiore a 50 kcal per porzione, comprese bevande commerciali o fatte in casa, bibite analcoliche, bevande energetiche, bevande alla frutta, punch, limonate. La definizione esclude i succhi di frutta e verdura al 100%, le bevande non caloriche zuccherate artificialmente e il latte zuccherato. La porzione standardizzata utilizzata per l’analisi è pari a 248 grammi.

Le bevande zuccherate, ricorda lo studio, rappresentano una preoccupazione prioritaria data la loro relazione con l’obesità, le malattie cardiovascolari, il cancro e la carie dentale; l’assenza di benefici nutrizionali compensativi; il marketing intensivo rivolto alle popolazioni tradizionalmente emarginate. Tuttavia, per la grande maggioranza delle nazioni, stime nazionali recenti sull’assunzione di bevande zuccherate non sono disponibili, e questo impedisce un’analisi delle tendenze in evoluzione (e potenzialmente non lineari) dell’assunzione negli ultimi decenni. Inoltre le stime esistenti non valutano il consumo a livello subnazionale in base a importanti fattori sociodemografici come l’istruzione o l’urbanizzazione, e questo limita la capacità di identificare le popolazioni in cui interventi di riduzione del consumo di bevande zuccherate sono più necessari.

Bevande zuccherati, i consumi aumentano

I ricercatori hanno studiato l’assunzione di bevande zuccherate tra gli adulti tra il 1990 e il 2018 in 185 paesi, stratificati a livello subnazionale per età, sesso, istruzione e residenza rurale/urbana, utilizzando i dati del Global Dietary Database.

Nel 2018, l’assunzione globale media di bevande zuccherate è stata di 2,7 (248 grammi) porzioni a settimana ma con differenze che variano da 0,7 porzioni a settimana in Asia meridionale a 7,8 porzioni a settimana in America Latina e nei Caraibi.

Tra i 25 paesi più popolosi del mondo, prosegue lo studio, i consumi più elevati ci sono stati in Messico, seguito da Etiopia, Stati Uniti e Nigeria mentre i consumi più bassi si sono verificati in India, Cina e Bangladesh. Su 185 paesi, 58 (il 31,4%), che rappresentano 446 milioni di adulti o l’8,9% della popolazione mondiale adulta, avevano un consumo medio di bevande zuccherate superiore a 7 porzioni a settimana.

Il consumo di bevande zuccherate risulta più elevato tra gli uomini rispetto alle donne, tra i giovani rispetto agli anziani, tra gli adulti più istruiti rispetto a quelli meno istruiti e tra chi vive in città rispetto alla popolazione rurale.

In un’indagine basata sui dati del 2010, si stima che 184.000 decessi globali siano attribuibili all’assunzione di bevande zuccherate.

L’andamento dei consumi nel mondo

Fra il 1990 e il 2005 la crescita maggiore nell’assunzione di bevande zuccherate c’è stata nell’Africa subsahariana (+28,6%) e nei paesi ad alto reddito (+26,9%), mentre forti diminuzioni si sono verificate in America Latina/Caraibi (−14,8%). Al contrario, dal 2005 al 2018, l’Africa subsahariana ha registrato l’aumento maggiore (+41,4%), mentre i paesi ad alto reddito hanno registrato un calo significativo (−23,0%).

Nel complesso, evidenzia lo studio, dal 1990 al 2018, l’aumento maggiore si è verificato nell’Africa subsahariana (+81,9%), mentre le assunzioni sono aumentate per poi diminuire nei paesi ad alto reddito, tornando vicino ai livelli del 1990 nel 2018. Altre regioni del mondo hanno registrato aumenti più modesti e costanti nel tempo.


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