riscaldamento globale

Clima e salute, binomio indissolubile

Cambiamenti climatici e salute vanno di pari passo. Basti pensare all’impatto delle polveri sottili e agli eventi meteorologici estremi, che causano vittime e perdite economiche. Mentre l’insieme dei cambiamenti climatici, e delle conseguenze che possono portare, a oggi rischia di condizionare un’intera generazione di neonati e bambini esposti più di prima a malnutrizione, malattie infettive, ondate di calore ed eventi meteo estremi. È urgente invertire la rotta.

 

persone in fuga dal fuoco

 

Clima e salute, binomio inscindibile

Clima e salute sono un binomio indissolubile. L’Italia non fa eccezione perché secondo Lancet è tra i primi posti in Europa e undicesima nel mondo per mortalità da polveri sottili. Ma è anche “un laboratorio straordinario, grazie alla sua posizione geografica e all’estrema eterogeneità meteo-climatica, per poter studiare e mettere a punto strategie e azioni capaci di mitigare e contrastare i cambiamenti climatici”, dice l’Istituto Superiore di Sanità.

Questi temi sono stati al centro di un convegno, organizzato oggi dall’Istituto Superiore di Sanità, che parte dal rapporto The Lancet Countdow on Health and Climate Change pubblicata su The Lancet, frutto della collaborazione tra 120 esperti di 35 istituzioni di tutto il mondo – tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la Banca Mondiale, il University College di Londra e l’Università di Tsinghua – che ha analizzato 41 indicatori chiave, suggerendo quali azioni intraprendere per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi.

L’impatto del clima sulla salute

L’impatto del clima sulla salute è sempre più evidente. L’Organizzazione mondiale della sanità stima che circa il 20% della mortalità in Europa sia attribuibile a cause ambientali.

Secondo the Lancet Countdown l’Italia è prima in Europa e undicesima nel mondo per morti premature da esposizione alle polveri sottili PM2.5. Solo nel 2016 sono state ben 45.600 (281.000 in tutta Europa), con una perdita economica di oltre 20 milioni di euro, la peggiore in Europa. A rischio sono soprattutto bambini e neonati che hanno sistemi immunitario e respiratorio ancora non del tutto sviluppati.

Dal 1999 al 2018 l’Italia conta quasi 20 mila morti riconducibili agli eventi meteo estremi (19.947 secondo il Climate Risk Index di Germanwatch) e in questo arco di tempo le perdite economiche sono quantificate in quasi 33 miliardi di dollari. Nel complesso, nel ventennio, l’Italia risulta il ventiseiesimo Paese più colpito dagli eventi estremi mentre nel 2018 è in 21ma posizione.

E se il mondo non invertirà la rotta, perseguendo l’obiettivo dell’Accordo di Parigi di mantenere dal 2015 al 2100 l’aumento medio della temperatura globale al di sotto di 2 ̊C, il clima potrebbe condizionare sempre più in negativo la generazione dei bambini nati oggi, fra aumento della malnutrizione legata alla diminuzione della resa di mais, frumento, soia e riso, per proseguire attraverso la diffusione delle malattie infettive, il peggioramento dell’inquinamento atmosferico e l’impatto crescente degli eventi meteo estremi, che diventeranno sempre più intensi. Ci sono 152 paesi, su 196, che hanno registrato un aumento delle persone esposte agli incendi dal 2001-2004. E c’è stato un record nel 2018 di 220 milioni di persone oltre i 65 anni esposte alle ondate di calore (63 milioni in più rispetto al 2017).

Secondo il rapporto, invece, «percorrere fino in fondo il cammino tracciato dall’accordo di Parigi potrebbe consentire ai bambini nati oggi di crescere in un mondo in grado di raggiungere l’obiettivo zero emissioni entro il loro 31° compleanno e garantire un futuro più sano per le generazioni future. Solo un taglio del 7,4% l’anno delle emissioni di CO2 fossile dal 2019 al 2050, avvertono gli studiosi, limiterà il riscaldamento globale, secondo l’obiettivo più ambizioso di mantenere questo aumento entro 1,5°C». (Fonte: Lancet Countdows, sintesi ISS).


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