fotogramma mambo salentino

Fotogramma Mambo Salentino, fonte: YouTube

Video musicali “Mambo salentino” e “Senza pensieri”, l’Antitrust indagherà sulla presenza di prodotti commerciali senza adeguata indicazione ai consumatori. È quanto annuncia oggi l’Unione Nazionale Consumatori che a novembre dello scorso anno aveva segnalato all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria e all’Antitrust alcuni videoclip perché vi compaiono prodotti commerciali senza una chiara indicazione della loro natura pubblicitaria e promozionale.

L’associazione da tempo sta conducendo una battaglia nei confronti dell’influencer  marketing, o meglio della necessità di regolamentare bene questo settore e di rendere chiaramente riconoscibile al consumatore il contenuto promozionale di immagini e prodotti e delle campagne a pagamento fatte dagli influencer.

Pubblicità e musica

«L’Antitrust ci dà ragione sulla pubblicità contenuta all’interno dei video musicali di Alessandra Amoroso e Rovazzi aprendo un procedimento istruttorio, a dimostrazione che urge una riforma sulle forme più innovative di product placement». Così Massimiliano Dona, presidente di Unione Nazionale Consumatori, che ha annunciato l’apertura del procedimento dell’Autorità Antitrust sui video “Mambo salentino” di Boomdabash ft. Alessandra Amoroso e “Senza pensieri” di Rovazzi ft. Bertè e J-Ax.

«Nei mesi scorsi questi videoclip musicali hanno attratto la nostra attenzione per la presenza di prodotti commerciali ben evidenti sulla scena ma senza alcuna indicazione commerciale», aggiunge Dona. Nello specifico si tratta del marchio e prodotti Birra Peroni nel video della Amoroso e di LG e Wind Tre in quello di Rovazzi. In entrambi i casi, sostiene l’Autorità aprendo i procedimenti: “l’esibizione del marchio è effettuata senza rendere adeguatamente edotti i consumatori circa le finalità commerciali dell’inserimento di tale immagine nell’opera artistica”.

«A questo punto – conclude Dona – non resta che attendere l’esito del procedimento sperando che questa volta, se accertate le irregolarità, arrivino le prime sanzioni per mettere dei punti fermi a questo fenomeno che con l’influencer marketing rischia di recapitare ai consumatori una grande quantità di pubblicità a loro insaputa».

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