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Diritti umani in lockdown, Amnesty denuncia le violazioni della polizia

L’applicazione del lockdown ha portato a violazioni dei diritti umani. In tutta Europa ci sono stati casi di uso illegale della forza da parte delle forze dell’ordine, atti discriminatori nei confronti dei gruppi sociali più vulnerabili, quarantene obbligatorie verso gli insediamenti rom, confinamento forzato nei confronti di migranti e rifugiati, multe a persone senza fissa dimora per non aver rispettato il lockdown.

Un rapporto di Amnesty International sul rispetto dei diritti umani in lockdown denuncia pregiudizi razziali e discriminazioni all’interno della Polizia.

Sorvegliare la pandemia

Le misure di contenimento cui si è fatto ricorso contro la pandemia hanno messo a nudo la discriminazione esercitata su base etnica, razziale o di status socioeconomico. In alcuni casi questo ha portato a ulteriore discriminazione, emarginazione e violenza.

Il rapporto “Sorvegliare la pandemia” esamina 12 paesi europei (Belgio, Bulgaria, Cipro, Francia, Grecia, Italia, Romania, Serbia, Slovacchia, Spagna, Regno Unito e Ungheria) e mette in luce «un allarmante modello di pregiudizi razziali legato a questioni di razzismo istituzionalizzato all’interno delle forze di polizia, realtà che richiama preoccupazioni più ampie nate con le proteste, in corso, del movimento “Black Lives Matter”».

 

polizia
Amnesty: discriminazioni e pregiudizi da parte delle forze di polizia

 

Diritti umani in lockdown

«Le forze di polizia impegnate nei controlli sui lockdown per il Covid-19 in Europa hanno preso di mira in maniera eccessiva le minoranze etniche e i gruppi marginalizzati, con violenze, controlli d’identità discriminatori, quarantene forzate e sanzioni», denuncia Amnesty International.

«Amnesty International – si legge nel Rapporto – teme che l’attuazione di alcune di queste misure abbia avuto un impatto sproporzionato su singoli e gruppi discriminati, che subiscono stereotipi, discriminazioni e violenza dovute alla razza, all’etnia, alla religione e/o allo stato migratorio. L’applicazione di alcune misure di blocco, in particolare quelle che hanno limitato il diritto alla libera circolazione, ha anche messo a dura prova le persone senza dimora, decine di persone sono state multate dalle forze di polizia per non aver rispettato le misure relative all’autoisolamento e le restrizioni al diritto alla libera circolazione in paesi tra cui Italia, Spagna e Regno Unito».

Controlli discriminatori sulle minoranze

Diverse segnalazioni e denunce, che emergono anche dai video esaminati, riportano casi di uso indiscriminato della forza soprattutto durante controlli di identità.

Ci sono stati controlli discriminatori sulle minoranze etniche. Ad esempio nella Senna-Saint-Denis, l’area più povera della Francia continentale dove la maggior parte degli abitanti sono neri o di origine nordafricana, il numero di sanzioni per violazione del lockdown è stato tre volte maggiore rispetto al resto del paese. Nel Regno Unito fra marzo e aprile c’è stato un aumento del 22% di fermi e perquisizioni ma la percentuale di persone nere che è stata perquisita è aumentata di quasi un terzo.

L’Evidence Lab di Amnesty International ha verificato 34 video provenienti dall’Europa nei quali si vede la polizia fare uso della forza in maniera illegittima e in molte situazioni senza che fosse affatto necessario.

Quarantene obbligatorie e militarizzate per rom e migranti

I governi di Bulgaria e Slovacchia hanno introdotto quarantene obbligatorie per gli insediamenti rom, in Slovacchia militarizzate con mandato alle forze militari per la loro applicazione. In Bulgaria oltre 50 mila rom sono stati isolati dal resto del paese e hanno sofferto gravi mancanze di cibo, con un crollo del reddito medio del 61% fra marzo e maggio 2020.

Anche richiedenti asilo, rifugiati e migranti di campi e alloggi condivisi sono stati soggetti a quarantene selettive in Germania, Cipro e Serbia, mentre ci sono stati sgomberi forzati in Francia e Grecia. Durante lo stato di emergenza in Serbia, le autorità hanno imposto un regime speciale che si è concentrato in maniera selettiva sui centri gestiti dal governo che ospitano rifugiati, migranti e richiedenti asilo. Hanno imposto loro una quarantena stretta obbligatoria di 24 ore e impiegato le forze militari per il controllo del coprifuoco.

Sanzioni contro le persone senza dimora

Le misure punitive non hanno risparmiato le persone senza dimora durante il lockdown. In Italia, ricorda Amnesty, la Ong “Avvocato di Strada” ha raccolto notizie di almeno 17 casi in cui persone senza dimora sono state multate per non essere riuscite a rispettare le misure di autoisolamento o le limitazioni degli spostamenti.

Altre decine sono state sanzionate dagli agenti di polizia in Francia, Spagna e Regno Unito.

«La violenza della polizia e le preoccupazioni sul razzismo istituzionalizzato non sono nuove, ma la pandemia da Covid-19 e l’applicazione coercitiva delle misure di lockdown a essa associate ne hanno semplicemente fatto emergere la diffusione – ha dichiarato Marco Perolini, ricercatore sull’Europa occidentale di Amnesty International – La triplice minaccia costituita da discriminazione, uso illegale della forza e impunità nei confronti della polizia è una questione che in Europa va affrontata con la massima urgenza».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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