Depressione, Iss: ne soffre il 6% degli adulti e il 18% di chi ha problemi economici (Foto di Engin Akyurt da Pixabay)
Depressione, Iss: ne soffre il 6% degli adulti e il 18% di chi ha problemi economici
Nella Giornata mondiale della salute mentale l’Istituto superiore di sanità diffonde i dati sulla diffusione della depressione in Italia: riguarda il 6% degli adulti e il 9% degli over 65. con molte differenze e i tassi più alti fra chi ha problemi economici
Poco più del 6% degli adulti riferisce sintomi depressivi, ma la depressione è più che doppia fra le persone che hanno problemi economici. Dal 2008 a oggi si è ridotta ma con diversi andamenti, e diverse prevalenze, nei gruppi di popolazione. Nella Giornata mondiale della salute mentale, che ricorre oggi, l’Istituto superiore di sanità (Iss) diffonde gli ultimi dati che fotografano l’andamento della depressione fra adulti e over 65. Fra questi ultimi, i sintomi depressivi riguardano il 9% della popolazione che percepisce come compromesso il proprio benessere psicologico.
I sintomi depressivi aumentano molto fra chi vive in condizioni di disagio economico, raggiungendo rispettivamente il 18% fra gli adulti e il 25% fra gli over 65 tra chi dichiara di avere molte difficoltà ad arrivare a fine mese.
Adulti in difficoltà economica, con patologia cronica e donne fra le fasce più colpite
La fotografia, relativa al biennio 2023-2024, è stata scattata dalle sorveglianze Passi e Passi d’Argento dell’Iss. In Italia, dunque, poco più del 6% degli adulti riferisce sintomi depressivi e percepisce compromesso il proprio benessere psicologico per una media di quasi 16 giorni nel mese precedente l’intervista (contro i meno di 2 giorni per le persone senza sintomi depressivi).
La depressione aumenta con l’avanzare dell’età ed è più frequente fra le donne (7%) e fra le persone socialmente più svantaggiate, per difficoltà economiche (18%: è l’impatto più alto fra gli adulti), precarietà lavorativa (8%) o bassa istruzione (11%), fra chi vive da solo (7%) e fra chi è affetto da patologia cronica (11%).
A livello regionale, mostrano dati peggiori rispetto al valore nazionale Emilia Romagna, Marche, Molise, Sardegna e Veneto.
Solo il 65% degli intervistati che riferisce sintomi depressivi ricorre all’aiuto di qualcuno, rivolgendosi soprattutto a medici e operatori sanitari.
Nel tempo, dal 2008 a oggi, la prevalenza di sintomi depressivi si è ridotta ovunque in Italia e in tutti i gruppi della popolazione. Tuttavia, si legge nell’indagine. “gli andamenti con cui si è verificata questa diminuzione assumono forme diverse, nelle varie aree dei Paese, per uomini e donne o classi di età. La pandemia di COVID-19 ha giocato certamente un ruolo rilevante su questi trend dal momento che ha segnato, contrariamente alla diminuzione generale osservata, un aumento complessivo della quota di persone con sintomi depressivi, ma il suo impatto è stato diverso nelle diverse aree del Paese e nei diversi gruppi di popolazione, modulando quindi in modo diverso questi andamenti”.
Sintomi depressivi, gli over 65
Fra gli over 65, il 9% soffre di depressione. Anche in questo caso ci sono delle differenze.
I sintomi depressivi sono più frequenti all’avanzare dell’età (raggiungono il 13% dopo gli 85 anni), nella popolazione femminile (12% vs 5% negli uomini), tra le classi socialmente più svantaggiate per difficoltà economiche (25% in chi riferisce molte difficoltà economiche vs 6% di chi non ne riferisce) o per bassa istruzione (12% fra coloro che hanno al più la licenza elementare vs 5% fra i laureati), tra chi vive solo (11%) e fra le persone con diagnosi di patologia cronica (17% in chi riferisce due o più patologie croniche vs 5% di chi non ne ha). Quasi un quarto di chi soffre di depressione (il 23%) non chiede aiuto.
Fra i sintomi di depressione c’è una tendenza alla riduzione dal 2016 al 2024, in tutte le classi di età, anche fra quelle a maggior prevalenza (dal 13.2% al 7.3% fra i 65-74enni, dal 18.3% al 9.7% fra i 75-84enni e persino fra gli over85 dal 22.3% al 12.5%).
Aumenta la domanda di cura
L’Iss evidenzia poi la crescita della domanda di cura in Italia. Un’indagine svolta tra il 2021 e il 2023 su 19 Dipartimenti di Salute Mentale evidenzia un aumento dei ricoveri nei reparti psichiatrici ospedalieri così come delle consulenze psichiatriche nei Pronto Soccorso. A livello territoriale, i numero dei Centri di Salute Mentale (CSM) è rimasto stabile.
Dal 2021 al 2023 emerge un aumento delle richieste ospedaliere: i ricoveri nei reparti psichiatrici ospedalieri ( sono aumentati così come le consulenze psichiatriche nei Pronto Soccorso. E c’è un allarme legato all’aumento dell’autolesionismo: i casi di gesti autolesivi intercettati nei Pronto Soccorso sono cresciuti, e questo indica un bisogno crescente di interventi tempestivi e mirati.

