Verso il 10 ottobre, Giornata mondiale della salute mentale (Foto Emma Bauso per Pexels)

È dedicata alla “salute mentale nelle emergenze umanitarie” l’edizione di quest’anno della Giornata mondiale della salute mentale del 10 ottobre. Tema quanto mai attuale, in un mondo scosso da conflitti armati, crisi climatica ed emergenze che devastano la vita delle popolazioni investite, costrette a vivere (a sopravvivere) in condizioni disumane o a migrare.

La campagna di quest’anno, spiega l’Organizzazione mondiale della Sanità, “si concentra sull’urgente necessità di sostenere la salute mentale e i bisogni psicosociali delle persone colpite da emergenze umanitarie”.

Conflitti, disastri ed emergenze sanitarie hanno un impatto pesante sulla salute mentale. Si stima che circa 1 persona su 5 nelle aree colpite da conflitti soffra di un disturbo di salute mentale”.

Oltre a cibo, acqua e medicine, i sopravvissuti hanno bisogno anche di supporto psicologico e psicosociale per affrontare le situazioni di crisi. E l’assistenza sanitaria mentale deve essere inclusiva, raggiungere bambini, anziani, persone con disabilità, rifugiati e persone con problemi di salute mentale preesistenti.

Telefono Amico, 300 chiamate al giorno

Non c’è salute senza salute mentale. Ed è questa consapevolezza che anima i diversi servizi attivi nel campo della salute mentale. In occasione della giornata mondiale della salute mentale, in Italia il servizio Telefono Amico (che offre supporto in forma anonima alle persone che vivono una situazione di disagio) ha diffuso i dati sulle chiamate di aiuto ricevute.

Ogni giorno circa 300 persone chiedono aiuto all’organizzazione; sei chiamate su dieci riguardano solitudine, malessere emotivo, disagi esistenziali; aumentano le segnalazioni di autolesionismo e di disturbi alimentari.

«L’alto numero delle richieste di supporto è la prova concreta di un bisogno crescente di ascolto e sostegno emotivo – spiega la presidente di Telefono Amico Italia, Cristina Rigon – La maggior parte delle persone (60%) ha chiamato per problematiche legate all’area del sé, come solitudine, disagio psicologico, tematiche esistenziali, malattia. Il 20% ha, invece, chiamato per problemi legati alle relazioni e il 7% per disagi legati alla sessualità. Dietro ogni contatto c’è una persona che sceglie di farsi avanti e chiedere aiuto, un gesto di grande coraggio che non può restare inascoltato. È necessario riconoscere l’ascolto come strumento di prevenzione e rafforzare la rete di supporto, affinché nessuno si senta più solo di fronte alla propria sofferenza».

Nell’ultimo anno Telefono Amico ha ricevuto circa 110mila richieste d’aiuto: quasi 95mila sono arrivate attraverso il servizio telefonico (raggiungibile allo 02 2327 2327), 13mila attraverso Whatsapp Amico (numero 324 011 7252) e quasi 3mila via e-mail, attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito www.telefonoamico.it.

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