Giornata della salute, Rete Città Sane: bambini e adolescenti fra obesità e poco sport (Foto Lukas per Pexels)

Nella Giornata mondiale della Salute la Rete Città Sane evidenzia una serie di criticità nella promozione della salute in Italia. A partire dai giovani. In Italia il 90% degli adolescenti tra gli 11 e i 15 anni non pratica attività sportiva quotidiana; meno del 10% svolge almeno 60 minuti di attività fisica al giorno, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Un bambino su 5 tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso e uno su cinque è obeso e solo il 14% dei piccoli sotto i 3 anni frequenta un nido pubblico. Sono solo alcuni dei dati evidenziati dalla Rete Italiana Città Sane – OMS oggi nella Giornata Mondiale della Salute. Domani a Roma la Rete ha organizzato un convegno per fare luce sul ruolo centrale del territorio nella promozione della salute.

La Rete Città Sane è un’iniziativa promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità attraverso il “Progetto Città Sane” per promuovere la concezione e la consapevolezza della salute pubblica, sviluppare le politiche locali per la salute e i programmi sanitari, prevenire e superare le minacce ed i rischi per la salute, anticipare le sfide future per la salute. L’organismo che riunisce gli amministratori di oltre 70 città propone l’avvio di attività per valorizzare gli spazi pubblici che ricoprono un ruolo centrale nell’accesso alla salute.

Oggi la Giornata mondiale della salute

La Giornata mondiale della salute, celebrata oggi, dà il via a una campagna di un anno sulla salute materna e neonatale. La campagna, intitolata Healthy beginnings, hopeful futures , esorta i governi e la comunità sanitaria a intensificare gli sforzi per porre fine alle morti prevenibili di madri e neonati e a dare priorità alla salute e al benessere a lungo termine delle donne.

Il focus è sull’importanza della salute nei primi mille giorni di vita del bambino. In occasione della Giornata, l’OMS ricorda dati allarmanti: secondo le attuali stime, infatti, circa 300.000 donne perdono la vita a causa della gravidanza o del parto ogni anno, mentre oltre 2 milioni di bambini muoiono nel loro primo mese di vita e circa 2 milioni nascono morti. Si tratta di 1 morte prevenibile ogni 7 secondi.

Salute in Italia, poca attività fisica e rinuncia alle cure

I dati raccolti dalla Rete Italiane Città Sane sottolineano una serie di criticità nella promozione e nella tutela della salute in Italia. Oltre ai dati sui minori, sulla base di diverse analisi e fonti istituzionali, emerge che solo il 37% degli adulti pratica attività fisica almeno 1-3 volte a settimana, rispetto al 61% della media UE.

Nel 2023 il 7,6% dei cittadini ha rinunciato alle cure mediche a causa di motivi economici o delle lunghe attese, contro il 6,3% del 2019.

Sono problemi collegati anche all’effettiva presenza dei servizi sul territorio e alla difficoltà di accesso. La Rete ricorda infatti che in alcune periferie urbane solo il 40% dei residenti ha accesso tempestivo alle strutture sanitarie, contro l’85% di chi vive nei centri urbani. Dal 2010 al 2020 i posti letto ospedalieri nelle grandi città sono calati: la disponibilità è scesa da 4,5 a 3,8 posti ogni 1000 abitanti.

C’è poi un problema di risorse: l’Italia spende inoltre il 9,4% del PIL in sanità (mentre la media UE è del 10,9%), con solo il 74% coperto da fondi pubblici (mentre l’UE si attesta sull’80%).

«Oggi più che mai è importante ricordare che le abitudini sane si costruiscono nei luoghi della vita quotidiana – spiega Lamberto Bertolè, Presidente Nazionale della Rete Italiana Città Sane OMS –. Le città assumono un ruolo centrale nella sperimentazione di politiche integrate e nella promozione di relazioni efficaci e durature. I quartieri, le scuole e gli spazi pubblici sono infatti i primi presidi del benessere fisico e mentale».

Per Bertolé «i Comuni sono in prima linea nel costruire una società più sana, inclusiva e consapevole. Il benessere si costruisce nei territori, attraverso politiche intersettoriali e relazioni collaborative: solo così possiamo trasformare il principio Health for All in realtà quotidiana».

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